Ieri sera torno a casa e trovo mio figlio felicissimo perché ha vinto una partita importante. Poi esco per andare a giocare a mia volta e, al ritorno, vedo un foglio scritto a pennarello. Fede aveva scritto una strepitosa cronaca della partita. Purtroppo mi ha proibito di scansionare il foglio e metterlo sul blog. Riporto solo il meraviglioso finale, scritto in uno stampatello di dimensioni crescenti:
"FINISCE E NOI, TRIONFANTI DI GIOIA, ANDIAMO A CASA!"
Io: Fede, quando giochi mi piace il tuo entusiasmo. Sai, un calciatore che gioca con impegno anche quando non è la stella della squadra spesso diventa il beniamino del pubblico F: Non mi piace. Non voglio essere una pianta!
La mamma legge la ricerca di geografia di Ele, "Il Piemonte":
M: Ele, cosa vuol dire questa frase? E: L'ho presa dalla pagina che ci ha stampato il papà di A. Guarda: "Imponenti Maschi in Cotto". M: E non ti è venuto in mente che potevi non aver capito il significato di qualche parola? E: Infatti ho cercato sul vocabolario e ho sostituito "Cotto". M: ... M: Quindi secondo te in Piemonte ci sono "Grandi Maschi Innamorati"? E: Perché, non ci sono? M: ...
Stasera stavo leggendo una storia ai bambini in cui ad un certo punto c'è una nave. Cominciamo a parlare della distinzione fra prua e poppa: Io: "Dovete abituarvi ai termini marinari, che prima o poi leggeremo Moby Dick. Tu lo sai cos'è Moby Dick, vero?" Ele (10): "E' il papero con il mantello?" Fede (6): "Ma no! è la balena bianca!" (un punto per lui) Ele: "E chi l'ha scritto, Moby Dick?" Io: "Herman Melville" Ele: "E' mai possibile che tutti i libri e i film importanti li ha scritti un inglese o un americano?" Io: "Non è mica vero. Per esempio sai chi ha scritto Pinocchio?" Ele: "..." Io: "Carlo... Carlo Co..." Ele "CARLO CONTI!!"
M: Per provare le cinture di sicurezza si usano questi pupazzi. F: In che modo? M: Si mettono alla guida poi si fa schiantare la macchina contro il muro. F: E come si fa che i pupazzi non sanno guidare?
Eleonora (9), nota per la sua lingua sciolta, ci sta raccontando che si è bruciata al sole. Ele: ho tutta la faccia che mi tira. Fede (6): ma ti fa male quando parli? Ele: No. Fede: Peccato.
Famigliola al parco. Federico (6) è raggiunto da due bambini più grandi con pallone. Mamma: Fede, sei contento che oggi ci sono due bambini che giocano bene? Fede: Io e ... ?
Mentre sfoglio con Federico l'enciclopedia, facendogli vedere le meravigliose foto dei pianeti, Eleonora (di nuovo) sbircia e mi fa:
Ele: "Papà, è vero che la luna non è fatta di formaggio?" Io: "Scusa ma chi ti avrebbe detto che la luna è fatta così?" Ele: "Nei cartoni ci sono i topolini che se la mangiano" Io: "(soffocando i sensi di colpa tento di accusare le istituzioni): "Scusa ma a nove anni non ti hanno ancora insegnato a scuola che la luna non è fatta di formaggio? Bella educazione scientifica! Bisogna che ne parliamo" Ele (preoccupata, fa riferimento a conversazioni precedenti): "No, che tutte le mie amiche mi prendono in giro perché non credo a Babbo Natale!"
Ultimamente in famiglia, a tavola, giochiamo al gioco delle parole. Si danno iniziale, finale, un aiuto e gli altri devono indovinare. E' divertente anche perché i bambini ci si impegnano un sacco e io cerco di aiutare di nascosto Federico che ha cinque anni ed è il più piccolo. Oggi è capitata questa:
Federico: Comincia con D, finisce con O e non esiste.
L'ho guardato sbalordito pensando di avere in famiglia l'ateo più precoce del mondo. Ma c'è chi ragiona più in fretta: