Stamattina, al supermercato, ho buttato un libro nel carrello. Guerra all'Iraq, intervista di William Rivers Pitt a Scott Ritter, ex ispettore dell'onu in Iraq. Eccezionalmente ho trovato un'ora per leggerlo (è molto sottile): impressionante. A parte le motivazioni per la guerra, che secondo Ritter sono assolutamente pretestuose, Ritter dipinge uno scenario non molto probabile ma spaventoso, che definisce l'Apocalisse:
Se i militari, da settantamila a centomila, finiscono impantanati in Iraq, e se il medio oriente esplode, minacciando le nostre linee di comunicazione, minacciando la nostra capacità di appoggiare queste truppe, e gli iracheni resistono, ci sono fortissime probabilità che vengano usate armi nucleari.
Ed è qui che sopraggiunge l'Apocalisse. Nessuno oggi prenderebbe in considerazione la possibilità di dare ai terroristi un'arma nucleare, e loro stessi avrebbero difficoltà a procurarsela. Ma se gli Stati Uniti, o Israele, dovessero usare l'arma atomica contro l'Iraq, vi garantisco che entro dieci anni gli Stati Uniti sarebbero colpiti da una bomba atomica terrorista. E allora tutte le scommesse sarebbero perse. Se gli Stati Uniti, o Israele, usassero l'arma atomica contro l'Iraq il Pakistan e l'Iran metterebbero il loro potenziale nucleare al servizio dei terroristi. Questo ve lo garantisco. Eccola l'Apocalisse. Questa guerra contro l'Iraq è la cosa più stupida che abbia mai sentito.
Ritter è un ex marine, e ha partecipato a missioni di disarmo per due anni in Russia e sette anni in Iraq. In rete commenti in italiano e in inglese al libro.

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