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Quando avevo otto anni, collezionavo i bastoncini dei ghiaccioli, i
COF. Avevo imparato a costruire alcune semplici strutture, intrecciando
i bastoncini, e favoleggiavo di costruire la tribuna per l'imitazione
del subbuteo (quello vero costava troppo, nessuno di noi l'aveva).
Siccome non avevo veramente la pazienza di farlo, tenevo i bastoncini e
programmavo la grande opera di costruzione per l'unica volta all'anno
in cui ero costretto in uno spazio ristretto, cioè quando andavo al
mare in liguria, in treno. Quattro ore (spesso cinque, in quest'epoca
ormai al termine in cui i treni non arrivano in orario), un tempo
lunghissimo in cui avrei sicuramente completato l'opera.
Inutile dire che il gene della procrastinazione mi impediva comunque di
lavorare, anche durante il lunghissimo viaggio. Questo cromosoma
bastardo torna a farsi vedere di quando in quando. A scuola, all'istituto tecnico
elettronico, io andavo meglio di tutti in fisica e matematica, ma
invidiavo i miei amici che costruivano radio, amplificatori e aggeggi
improbabili, trovati sulle pagine di Nuova Elettronica (la cui sede per colmo di ironia era (è) a poche centinaia di metri da casa mia. Io ho fatto qualche robina semplice e uno psico-video che non ha mai funzionato (era un coso per vedere la musica animarsi sulla televisione).
Chiusa la parentesi Fazio-Baglioniana, veniamo a oggi: Sotto le feste
avrei dovuto leggere decine di libri, sistemare quelle cosette di
lavoro che non c'è mai tempo di fare, studiare quegli argomenti che non
mi riesce mai di approfondire (quel maledetto MDX), portare i figli a divertirsi. Niente di fatto, se non per l'ultima cosa, a cui rimedio in extremis: domani li porto qui.

10:35:33 PM
Bel post? Si No
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