|
|
 |
Massimo Morelli's Weblog
|
venerdì 31 marzo 2006
|
|
|
mercoledì 29 marzo 2006
|
|
| |
In qualche modo mi ero perso questa vecchia intervista a Donald Knuth. Se te la sei persa anche tu potrebbe essere il momento di rimediare. Cercando la pagina di Knuth su Wikipedia mi sono accorto che c'è una serie di video delle sue lezioni messi a disposizione dall'università di Stanford. Non ho ancora provato a guardarli ma potrebbero essere molto interessanti.
9:41:06 PM
|
|
|
|
martedì 28 marzo 2006
|
|
|
domenica 26 marzo 2006
|
|
| |
Non compro più il giornale da un po' di tempo, non ho più voglia di leggerlo. La domenica qualche volta invece compro Repubblica per leggere "Sette giorni di cattivi pensieri" di Gianni Mura e sfogliare un po' il resto. Oggi, mentre leggevo distrattamente, mi è saltato l'occhio sopra un articolo di Giampaolo Visetti sulla tragedia di Chernobyl, capitata giusto vent'anni fa.
Naturalmente sono consapevole che i giornali italiani tendono ad esagerare le cifre, ma quando ho letto che l'incidente "causò un'esplosione 500 volte più potente della bomba di Hiroshima" mi sono cadute le braccia (e non per colpa delle radiazioni). La bomba di Hiroshima era da 13 Kilotoni, quindi Visetti parla di un'esplosione da 6,5 Megatoni (per calcolarne l'effetto vedere qui). Tutte le altre cifre dell'articolo sono sicuramente gonfiate (a un certo punto si parla di 600.000 morti) ma non mi va di controllare, se volete leggere qualcosa di corretto sull'incidente l'articolo di Wikipedia è (almeno) dieci volte meglio. Ormai a sostenere che tutti i giornalisti controllano quello che scrivono ci sono rimasti solo i troll nei commenti di Mantellini.
7:58:10 PM
|
|
La tesi di Thomas Friedman, nel suo "The World is Flat" è molto semplice. La globalizzazione è il Bene, a meno di guerre atomiche o catastrofi ecologiche è inevitabile e il capitalismo è meraviglioso. Dal fatto che i commercialisti americani fanno compilare le denuncie dei redditi dei loro clienti in India deduce che ormai chiunque voglia può partecipare alla festa. Cosa stai aspettando, alzati da quella sedia e vai in Angola a fondare un'impero economico.
Che poi la tesi sarebbe in molte parti condivisibile, è la mancanza sottigliezze che la rende a tratti irritante. Friedman ha una spiegazione per tutto, dall'undici settembre alla caduta del muro di Berlino. Einstein diceva che bisogna rendere la fisica il più semplice possibile, ma non di più, e credo che il suo detto si applichi a maggior ragione al funzionamento del mondo che è molto più complicato della fisica. A un certo punto tira fuori la storia della gazzella e del leone(*) e sono stato tentatissimo di abbandonare tutto.
Non vorrei però dare una impressione completamente negativa. La scrittura di Friedman è energetica e piacevole e fortunatamente il nostro si distacca dalla tesi neoliberista-panglossiana cercando di introdurre correttivi per alleviare i disagi dovuti ad outsourcing e licenziamenti facili ( "Compassionate Flatism", lo chiama). E' solo che, volendo scrivere un bestseller, non può usare concetti complicati. Però esagera.
 (*) mi sono ripreso ricordando la scenetta di Aldo Giovanni e Giacomo ("non è importante che tu sia un Armadillo o un Pavone..")
11:36:29 AM
|
|
|
|
sabato 25 marzo 2006
|
|
| |
Ogni tanto, specie quando ci ritroviamo a bere una birra dopo un allenamento, ci piace giocare a "Re del mondo". Il gioco consiste nell'immaginare quali sono i provvedimenti che adotteresti se fossi nominato per un certo periodo a tale alta carica.
Di solito ce ne approfittiamo per bastonare, almeno nella finzione, categorie che (più o meno meritatamente) ci sono antipatiche. Si va dai turni semestrali nelle miniere di carbone per calciatori professionisti e conduttori televisivi (i più antipatici costretti nel ruolo che fu del canarino, come rivelatori di gas nocivi) all'abolizione immediata di alcune professioni (notai e gossipisti sportivi) ad altre stupidaggini di questo genere.
Le cose più divertenti sono quelle che riguardano il codice della strada: dal ritiro della patente per chi guida col cappello all'obbligo dei paraocchi per chi rallenta per guardare l'incidente nell'altra corsia. Insomma, ora che mi hanno chiamato ad una importante responsabilità nel primo governo a guida filosofica potrò mettere a frutto questa fondamentale esperienza.
3:13:18 PM
|
|
|
|
giovedì 23 marzo 2006
|
|
| |
Se amici e colleghi vi rompono con la seconda stagione di Lost, e voi non sapete come fare perché non avete ancora visto la prima, potete consumare gigabite di banda con bittorrent oppure ricorrere ad un bignami: Lost Rhapsody (attenzione, spoiler).
8:52:58 PM
|
|
Io spesso a capire le cose ci arrivo dopo un po'. Per esempio l'altro giorno mi sono letto quello che era successo a Macubu all'autogrill. Poi mi è capitato di pensarci: cosa succede se le tue convinzioni sono messe di fronte alle tue paure?
Mi prende il panico perché mi sto chiedendo: e adesso? Se questi lo
aggrediscono avrò il coraggio di mettermi in mezzo? Avrò il coraggio di
dire qualcosa? Ciò che mi terrorizza è di essere messo improvvisamente
di fronte alla mia viltà. [La vita istruzioni per l'uso]
E sarà vero che circondandoci di gente che ci piace non vediamo quello che succede, e dobbiamo scoprire la realtà fra un camogli e una signora che accetta monetine fuori da un bagno? Ho raccontato la storia a due amici e ho visto che faceva pensare anche loro. Quindi, se non l'hai già letta, leggila.
8:10:11 PM
|
|
|
|
martedì 21 marzo 2006
|
|
| |
Oggi voglio parlarti dell’Alacre Castoro(*). L'Alacre Castoro (in inglese Busy Beaver) è una particolare Macchina di Turing (TM). Se sai cos'è, meglio, perché la spiegazione che segue non sarà certamente rigorosa (ma hai sempre Google a disposizione): è un sistema costituito da un programma di input finito che contiene le istruzioni e un nastro dati (infinitamente lungo in entrambe le direzioni) su cui la macchina può scrivere simboli (tipicamente 1 o 0) in funzione delle istruzioni sul nastro di input. Le istruzioni specificano che simbolo scrivere sul nastro dati e in che direzione spostarsi (destra o sinistra).
Vedendola dal punto di vista moderno (Alan Turing faceva questi ragionamenti negli anni trenta) la macchina è il più semplice calcolatore concepibile, un calcolatore ideale che è matematicamente ben definito e dal funzionamento deterministico (quindi diverso da un PC con Windows).
Le istruzioni possono mandare la macchina in loop (come ben sanno i programmatori) perciò le TM si dividono in macchine che a un certo punto si fermano e macchine che non si fermano mai. Posso costruire una TM che, dato in pasto il nastro delle istruzioni di un'altra TM, decide se questa si ferma oppure no? Turing ha dimostrato di no, il Problema della Fermata è non calcolabile, cioè non esiste un algoritmo che può decidere se la macchina si ferma o no (**) (gloria a lui).
C'è chi sostiene che questo dimostra che i cervelli sono superiori alle macchine (io intanto farei distinzione fra cervello e cervello che mi vengono in mente un paio di controesempi) ma questo non è l'argomento di oggi. L'argomento di oggi è l'Alacre Castoro, cioè la TM che alla fine si ferma e che a parità di stati (di entrate nella tabella istruzioni) riesce a fare più passi. Evidentemente l'Alacre Castoro (BB) farà un numero di passi che cresce con il numero di istruzioni della TM. Per esempio BB(1) = 1, e BB(2) = 6, BB(3)=21. Non sembrano tanto alacri, per adesso, vero? Però Tibor Rado, nel 1962, ha dimostrato che BB() cresce più velocemente di qualsiasi funzione calcolabile:
Supponiamo di avere una funzione f(N), calcolabile, che cresca più rapidamente di BB(N), cioè f(N) > BB(N) per tutti gli N.
[Il fatto che sia calcolabile (cioè scrivibile da una TM) non sembra una grossa limitazione. Una TM può, ad esempio, aggiungere un miliardo di cifre a f(N-1), o un miliardo di miliardi … di miliardi di cifre (dove magari i puntini ripetono "di miliardi" un miliardo di volte)]
Allora f(N) è una "Diga" per il castoro: non esiste una TM con N stati che faccia più passi di f(N). Cominciate a capire dove vado a parare, vero? A questo punto posso risolvere il Problema della Fermata, perché per scoprire se una TM a N istruzioni si ferma basta che la faccio girare fino a f(N) passi. Se non si è fermata vuol dire che non si fermerà mai più perché ha fatto più passi di BB(N) che per definizione è la TM a N istruzioni più "alacre". E visto che sappiamo che il Problema della Fermata è irrisolvibile (l'ha dimostrato Turing), f(N) non esiste. CVD
A me questa cosa è piaciuta. La cosa carina è che Beaver in inglese indica gergalmente una zona abbastanza precisa dell'anatomia femminile, quindi Busy Beaver ha un doppio senso piuttosto evidente. Se nel 1962 ci fosse stato il Moige la scienza ne avrebbe sofferto.
(*) il motivo è che mi sono capitati fra le mani alcuni vecchi "Le Scienze" dei primi anni ottanta. Uno parlava dell'Alacre Castoro, allora sono andato a cercare su Google e non ho trovato (quasi) niente. Se ti interessa l’argomento e non sai l'inglese spero di averti aiutato.
(**) la dimostrazione non è complicata (se l'ho capita io puoi capirla anche tu). La trovi nel libro "La mente nuova dell'imperatore" di Roger Penrose a partire da pag. 62. Prevede di costruire una TM Universale (UTM) che è in grado di simulare tutte le TM e con procedimento astuto (simile alla diagonalizzazione di Cantor) portarla in contraddizione sul problema della fermata. Un'altra dimostrazione è qui.
A margine aggiungo:
Se qualche gentile matematico passasse da queste parti gli/le sarei grato se mi segnalasse eventuali errori.
10:30:54 PM
|
|
|
|
lunedì 20 marzo 2006
|
|
| |
Da bambino detestavo i bulli. Erano ragazzi più grossi, o più grandi con i quali dovevi stare attento o te la facevano pagare, te le suonavano, e forte. Eppure, proprio per il fatto che erano più forti, non erano soli e disprezzati come avrebbero dovuto essere, avevano sempre qualcuno dietro. Sono cose che non succedono fra i grandi, pensavo. Sbagliavo.
8:57:41 PM
|
|
|
|
domenica 19 marzo 2006
|
|
| |
La vita prende le strade più strane, e certamente non quelle che desideriamo. Questa potrebbe essere la morale di "Hocus Pocus", un romanzo di Kurt Vonnegut. Non è facile ripercorrere la trama perché Vonnegut salta avanti e indietro nella narrazione, e proiettando la storia in ordine cronologico la si rende una storia diversa.
Comunque Eugene Debs Hartke è un ragazzo che vorrebbe studiare giornalismo. Ma il caso vuole che il padre, per riprendersi da una caduta di reputazione dovuta a un adulterio, lo spinge a frequentare West Point. Eugene finisce in Vietnam e poi a fare il professore di fisica in un liceo per dislessici, con il fardello di una moglie impazzita. Quando un ulteriore caso lo porta ad essere licenziato finisce ad insegnare in una vicina prigione e ad osservare la rivolta che porta i detenuti a devastare il college in cui aveva insegnato fino a qualche anno prima. Eugene viene allora nominato direttore del nuovo carcere stabilito nei locali del college e poi viene accusato di complicità nella rivolta e rinchiuso nel suo stesso carcere.
Mi sono dilungato sulla trama (diversamente dal solito) perché questa storia scombiccherata non si capisce come potrebbe divertire. Invece diverte parecchio, con quell'ironia corrosiva e malinconica che è il marchio di fabbrica di Vonnegut. Benché questa sia considerata una storia minore, mi è piaciuta molto, forse perché l'ho letta in lingua originale. Mi sono fatto l'opinione che le storie di KV perdano molto nella traduzione.

5:00:09 PM
|
|
|
|
venerdì 17 marzo 2006
|
|
| |
La copertina di plastica che hanno molti libri è quasi perfettamente inutile (*). Mi piace l'idea di sostituirla durante i viaggi in treno o in bus con una falsa copertina con titoli come: Vediamo quanto ci mette l'idea ad arrivare da noi (How about an italian version?) [Flapart]
(*) specie per chi, avendo fatto molti lavori, ha una scorta di vecchi biglietti da visita da usare come segnalibri.
11:36:13 PM
|
|
|
|
giovedì 16 marzo 2006
|
|
| |
Niente di meglio che un test online per ricevere complimenti immotivati:
[via l'inesauribile Giavasan]
9:39:51 PM
|
|
|
|
mercoledì 15 marzo 2006
|
|
| |
E' vero che un progetto software ben fatto costa, che per fare una cosa seria non ci si può affidare ai cantinari, ma otto milioni di euro per un sito web mi sembra una cifra spropositata.
6:57:39 PM
|
|
|
|
martedì 14 marzo 2006
|
|
| |

6:41:06 PM
|
|
|
|
domenica 12 marzo 2006
|
|
| |
Per le folle che si chiedono ancora oggi cosa sia una invarianza di gauge e come i computer quantistici funzionano anche da spenti il post di Dr. Psycho è quello che ci vuole (che poi non posso non collegare un post che mi è stato preannunciato da un amico in seggiovia).
7:10:42 PM
|
|
Camilleri sforna romanzi in serie. Questo "La pensione Eva" non è certamente uno dei suoi migliori anche se è passabilmente divertente e pieno di nostalgia. La storia sarebbe quella di un casino (la pensione del titolo) negli anni quaranta, ma è soprattutto la scusa per raccontare storie picaresche di quell'epoca (i bambini, la guerra, l'iniziazione sessuale). Poche pagine, margini larghi, caratteri grandi. Si legge in un attimo.

10:18:52 AM
|
|
|
|
sabato 11 marzo 2006
|
|
| |
Sabato scorso, con una prestazione di cui non so nulla se non quello che vi scrivo, il Due Madonne ha conquistato un punto sul campo del Tre Borgate, con un gol di Isidoro pareggiato da una punizione a due in area con palla che è passata attraverso la barriera.
10:18:59 PM
|
|
Uno torna e trova i soliti vagoni di mail, perlopiù spam (si spera). Trova anche 1000 post su bloglines che non può far altro che giustiziare, come se questa settimana non fosse esistita (chiedo scusa agli amici). Torna però con le sue belle soddisfazioni:

10:17:12 PM
|
|
|
|
venerdì 3 marzo 2006
|
|
| |
 Con una quantità di masserizie bastante all'invasione di un paese straniero, domani mettiamo il muso della Mondeo in direzione brennero e via, una settimana a rischiare menischi. Blog chiuso fino a sabato prossimo, se mi cercate sono qua.
10:03:56 PM
|
|
|
|
giovedì 2 marzo 2006
|
|
|
|
© Copyright
2007
Massimo Morelli.
Last update:
17/10/2007; 9.29.52. |
|
|
|