So che il parlare di astrologia l'ultimo dell'anno è poco più di un
gioco, ma la presenza sui giornali degli oroscopi tutti i giorni
dell'anno dimostra che qualcuno ci crede davvero. Io preferisco pensare
alle stelle nell'altro modo:
Reuven e Danny, i protagonisti di "L'eletto" ritornano in "The Promise". Reuven e Malter stanno completando gli studi e sono alle prese con i loro particolari problemi, che naturalmente sono in qualche modo collegati: Reuven è alle prese con Rev. Kalman, un fanatico rabbino integralista sopravvissuto ai campi nazisti (siamo negli anni '50); Danny invece applica il suo genio al dottorato in psichiatria, affrontando il problema di un adolescente difficile che curerà col "metodo del silenzio" che già aiutò suo padre con lui. Rimane sullo sfondo il fatto che Danny ruba la ragazza a Reuven cosa che naturalmente non mette zizzania fra i due santi.
E' sempre difficile commentare i libri di Chaim Potok perché della religiosità estrema di cui sono pervasi non ho conoscenza (diretta o indiretta). Fortunatamente è lo stesso Potok che mi viene in soccorso. Uno dei punti di contrasto fra Reuven e Kalman è l'uso che Reuven fa dell'analisi critica del testo al corpo del Talmud, cosa abbastanza incongrua se credi che i testi sacri sono rivelati direttamente dal grande vecchio con la barba bianca (no, non quello con il sacco dei regali). Potok dice che, come già i filosofi illuministi, recuperando la tradizione classica, hanno considerato le cose simili a loro (arte, letteratura, filosofia) rifiutando quelle che non lo erano (religione, brutalità, sete di potere), Reuven è giustificato ad applicare come fa l'analisi critica del testo al Talmud ma non alla Torah (ti risparmio i dettagli che potete cercare su Wikipedia).
Beh, questo concetto di affinità selettiva mi piace, perché mi permette di apprezzare la psicologia dei personaggi senza entrare nella loro ideologia da marziani. E Potok è bravissimo perché riesce a occupare pagine e pagine di discussioni sul Talmud senza in realtà presentare l'oggetto della discussione, un po' Hesse con il suo gioco delle perle di vetro. Non è per tutti ma a me è piaciuto.
Lester Ballard non è il serial killer geniale e imprendibile di tanti gialli americani. E' un poveraccio, ai limiti della società. Eppure un giorno comincia a uccidere donne e terrorizzare gli abitanti di quelle montagne del Tennessee che nella descrizione ricordano molto i paesaggi di "Un tranquillo week end di paura".
L'atmosfera di "Figlio di Dio" non è molto diversa da quella di "La strada": la stessa mancanza di speranza intervallata da incongrui scorci lirici. McCarthy è molto diverso da tutti gli altri e per questo mi piace, solo non consiglio di leggerlo alle persone di stomaco delicato.
Douglas Hofstadter ritorna sulla scena del delitto. Gli argomenti affrontati in questo "I am a Strange Loop" sono praticamente gli stessi del suo primo libro, quel GEB che molti hanno in libreria (sono meno quelli che l'hanno finito). Si parla della mente, cos'è e come funziona. La teoria di DH è che una macchina che manovra simboli (un cervello) quando arriva a un certo livello di complessità comincia a sviluppare la comprensione di se stessa e quindi acquisire una coscienza.
Non so quanto DH sia convincente perché mi aveva già convinto vent'anni fa; di certo è uno scrittore meraviglioso. Leggerlo è un piacere immenso, turbato un po' dalla consapevolezza di perdere giochi di parole, riferimenti e piani di lettura per le carenze del mio inglese e (soprattutto) della mia cultura.
Se non vuoi leggerlo in lingua originale non ti preoccupare, è già uscito in italiano (con il titolo di "Anelli nell'io") e sono certo sarà stato tradotto perfettamente, anche perché DH conosce ottimamente l'italiano e avrà fatto buona guardia. Sono orgoglioso di conoscere uno dei traduttori, e sono impressionato dall'impegno che si è preso (sia pure in condominio con altri).
Dal punto di vista personale mi è piaciuto un po' meno di altri suoi libri, ma siamo a livelli che altri scrittori possono solo sognare. Raccomandato.
Natale non è natale senza il Post Sotto l'Albero (PSlA). Il curatore ha devoluto buona parte della sua malferma salute alla sua composizione, quindi ti esorto a compulsarlo (o almeno scaricarlo per regalarlo alla zia antipatica). Quest'anno ho ceduto alle insistenze del buon uomo e ho contribuito. Poco male, basta saltare.
- Pronto. Pronto. - Ho comprato le luci per l'albero di natale (che è alto un metro - n.d.M.). Cos'avevano quelle dell'anno scorso? - Erano poche. Ah, e queste quante sono? - Di preciso non lo so, sono cinquanta metri.