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Demonizzare una privatizzazione semplicemente perché ha fatto arricchire i Benetton, mi sembra une Beppegrillata. Il principio su cui si basa il sistema tariffario autostradale è l'ormai arcinoto "price-cap". Calcolo quanti costi hai, ci aggiungo un markup parametrato alla tua struttura di capitale e quella è la tua tariffa all'anno zero. Negli anni a venire la tariffa aumenta con l'inflazione prevista decurtata di un fattore di produttività "x". Se il gestore autostradale riesce ad essere più efficiente di quel fattore x (perché introduci il telepass) e a migliorare la struttura la struttura di capitale indebitandosi, guadagnerà soldi a palate. Lo scopo di tutto il sistema tariffario è proprio quello. Autostrade è stata da sempre una public company quotata in borsa a disposizione di tutti i bravi professorini che ora puntano il dito contro la sua rendita semplicemente perché hanno perso il treno. Le Autostrade in mano allo stato che può mettere mano al portafoglio del contribuente, diventerebbero un covo per uomini governativi, lottizzazioni e inefficienze di ogni tipo: Alitalia insegna. Le Autostrade in mano ad un soggetto privato che deve battere costantemente i costi calcolati dal CIPE per pagare una montagna di debiit, sarà molto più disciplinato.
Daniele Della Seta • 11/19/05; 2:18:35 AM #

Io penso che ci sia una sola cosa peggiore di un monopolio pubblico, ed è un monopolio privato.
Massimo Morelli • 11/19/05; 9:01:29 AM #

La questione in effetti è spinosa ed ho avuto modo di parlarne con un paio di nostri pubblici rappresentanti, che sottolineavano un aspetto di cui ha parlato dany: un ente monopolista in mani pubbliche diventa covo di raccomandazioni e sperperi per il mortale connubio tra le due voci monopolio e pubblico. Ho lavorato come interinale nel Comune di Verona ed ho visto cose che voi umani. Se in una struttura pubblica piccola è così figurarsi appunto nei lieviatani dei trasporti. Ora non è che la soluzione sia automaticamente la devolution (:|) al privato. Se il privato si becca il monopolio e forte di questa posizione lo gestisce come il pubblico meglio quest'ultimo, che almeno si recuperano gli incassi. Il punto è che semplicemente deve esistere un'autorità che vigili in modo che i monopoli naturali che svolgono servizi di pubblica utilità _ e la viabilità è quasi un diritto costituzionale _ abbiano appunto questo come fine primario e non il guadagno dell'azionista. Purtroppo si torna bene o male all'inizio: l'istituzione della vigilanza spetta alla politica (pubblico) che è quindi ha facoltà di designare fantocci. Per un'autorità di vigilanza degna di tale nome occorre una politica etica e di qualità. Ma così fosse non avrebbe bisogno di devolvere il servizio ai privati per incompetenza. Matematicamente parlando potrei sostenere di avere appena dimostrato che la privatizzazione dei monopoli naturali discende direttamente da una cattiva politica. Va però detto che il concetto di buona politica non è chiaramente definibile, un po' come la blogosfera. Per quanto un ministro dell'economia possa essere un grande immagino avrebbe non poche difficoltà a riuscire a sanare tutti i gangli di un moloch quale ad esempio sono le Ferrovie. Servirebbe quindi una buona politica non solo a Roma, ma a tutti i livelli e qui compiamo un deciso passo "oltre i confini della fantascienza" (TM)
Domiziano Galia • 11/19/05; 5:58:36 PM #

a dire il vero la traduzione dovrebbe essere "avere privatizzato la rete telefonica è stata una cazzata".
.mau. • 11/19/05; 7:35:12 PM #

Mah, la rete telefonica, con qualche accorgimento , poteva non esserlo. E' possibile in qualche modo produrre concorrenza (non che in Italia ci si sia riusciti). Per le autostrade certamente lo è stato.
Massimo Morelli • 11/19/05; 8:27:43 PM #

Sono solo opinioni e dietrologismi, tanto per parlare e far due chiacchiere. Un authority che vigila su un monoplio naturale gestito direttamente dallo stato non esiste e anche se esistesse sarebbe un teatrino che finirebbe a tarallucci e vino ovunque, figuriamoci in Italia. Te lo immagini il ministero del tesoro che per far cassa aumenta le tariffe autostradali? Quali armi avrebbe un authority nominata e finanziata dallo stesso governo per vigilare? Dio solo sa dove andrebbero a finire gli investimenti pubblici con appalti truccati e inquinati. No, Massimo... Un monopolio privato regolato non sarà il massimo, ma è il minor male possibile per un monopolio privato. I Benetton non le hanno poi gestite male le autostrade e tutti gli extra-profitti che hanno fatto sono derivati da ottimizzazione della struttura finanziaria (indebitamento massiccio) e forti tagli dei costi (utilizzo pesante di Viacard e Telespass che hanno drasticamente ridotto i costi del personale). I loro profitti sono del tutto legittimi e tutto sommato rappresentano il prezzo che la società paga al privato per non essere in grado di gestire efficientemente un'azienda. Tutti coloro che parlano di "cattura" del regolatore da parte del regolato, mi citino casi concreti. Io nel caso di Autostrade non ne conosco. Nel caso di Telecom ci sono diverse porcate cui l'authority su cui l'authority non riesce a fare il proprio dovere per problemi di tempi dovuti a mancanza di fondi, non a causa di "cattura".
Daniele Della Seta • 11/21/05; 10:34:51 AM #

Caro Daniele non sono d'accordo con te. Non necessariamente il pubblico è peggio del privato. I monopoli vanno gestiti per il bene pubblico, e se questo è difficile farlo direttamente è ancora peggio cercando di controllare un terzo che (giustamente) pensa esclusivamente al suo profitto. Non entro nel merito della conduzione delle autostrade anche se non vedo tutto questo genio finanziario e di automazione e come loro cliente avrei molto da dire, ma magari tutti i pregi sono dei Benetton e i difetti sono dovuti alla situazione lasciata dallo stato, come no. Ti invito comunque a fare un paio di anni avanti e indietro sulla Bologna Modena, prima di tessere le lodi dei Benetton.
Massimo Morelli • 11/21/05; 4:32:32 PM #

Ultimo commento, poi chiudo: insisto non perché abbia particolare simpatie per Benetton (che tra l'altro mi ha vanificato un mese di lavoro e mi sta alquanto sul cacchio), ma perché sui settori regolamentati si tende a parlare molto senza sapere (non tanto tra i blogger, quanto tra politici e giornalisti). Sulla condizone delle autostrade la colpa è solo dell'Anas, del CIPE e più in generale del governo. Se Autostrade si sveglia una mattina e decide di ammodernare la Bologna-Modena, non può farlo. Sarebbe ben felice, ma non può. Gli investimenti devono essere approvati da CIPE, NARS, ANAS e Ministero del Tesoro. Anche perché è sul capitale investito che si calcolano gli aumenti tariffari. Fosse per Autostrade, investirebbero come pazzi (indebitandosi) per poi far aumentare le tariffe in maniera superiore al costo del debito (decisamente basso in questo periodo). Il governo ha deciso di contenere il pià possibile i costi autostradali e di limitare gli investimenti, per dedicare risorse ad altra opere ben note. Così è. Sull'elettricità c'è una tendenza simile. Non si autorizzano gli investimenti per tenere basse le tariffe del trasporto d'elettricità pagate da Enel a Terna, con il risultato che si costruiscono nuove centrali senza che ci siano le liene per trasportare l'elettricità. Sul discorso "monopoli" hai del tutto ragione quando dici che devono essere gestiti per il bene pubblico. A Parigi la metropolitana è gestita per il bene pubblico dal settore pubblico ed è un gioiellino. Le Autostrade francesi sono per gran parte pubbliche, costano tanto, e sono ottime. In Italia non ci sono le condizioni per far gestire al pubblico un monopolio come autostrade che comporta investimenti massiccci. Un buon price-cap (che sia Benetton o Gavio a gestire) è sempre il male minore.... Con simpatia, Daniele
Daniele Della Seta • 11/21/05; 6:15:40 PM #