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Stessa impressione che ho avuto io. La parte sulla stazione orbitale di legno mi ha entusiasmato. La seconda parte, bah. Se vuoi ti racconto l'ultima pagina del terzo volume della trilogia, l'unica che dà un senso a quella storia.
zar
5/15/11; 9:49:32 PM
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Grazie, te ne sarei grato.
Massimo Morelli
5/16/11; 8:56:57 AM
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Allora, succede che, per motivi legati a stelle che stanno per esplodere e alieni cattivi che vogliono invadere i mondi, i nostri eroi riescono a spostare Sopramondo in un'altra parte dell'universo. Dove le leggi fisiche sono un po' diverse. Ecco per esempio un pezzo di dialogo verso il finale, dove gli scienziati cominciano a scoprire qualcosa: === — Su pensaci, Toller. Noi abbiamo dodici dita e la nostra natura ci fa contare su base dodici. La cosa, abbinata al fatto che la circonferenza d'un cerchio corrispondeva precisamente a tre volte il diametro, ha semplificato fino all'assurdo intere aree del calcolo computeristico. D'ora in avanti, comunque, ogni cosa in questa prospettiva dovrebbe complicarsi. E non sto parlando solo di problemucci banali, del bariliere che deve imparare ad allungare le strisce di legno dei suoi barili. Prendi, per esempio, i... — Dimmi tu — disse Toller spinto quasi dall'ansia di anticipare uno di quei discorsi del padre così lunghi e insidiosi — qual è questo nuovo rapporto? Almeno questo dovresti dirmelo. Cassyll lanciò un'occhiata significativa a Bartan. — È un punto sul quale abbiamo discusso a lungo questo. Io personalmente sono stato occupatissimo, con tutte quelle tensioni di palazzo e altro, per prenderne le misure. Qualcuno nel mio staff sostiene che il nuovo rapporto è 3,1/7... e questo, logicamente, è senza senso. — Perché mai è senza senso? — disse Bartan con un certo calore. — Perché, vecchio mio, nel mondo dei numeri ci dev'essere una armonia naturale. 3,1/7 non funziona, non lega. Non ho alcun dubbio che quando si faranno questi calcoli con maggiore precisione scopriremo che il nuovo rapporto è riducibile a... === Ed ecco, poco dopo, il finale: === Suo padre e Bartan Drumme parlavano a voce bassa per evitare di disturbare il riposo di Toller, ma quei sussurri s'insinuavano meglio di urla e grida nelle quasi-realtà della sua mente intorpidita: cinque pianeti già osservati nel sistema locale, Bartan... e se contiamo anche quel mondo doppio, cioè... se ne abbiamo registrati cinque in così poco tempo, è più che ragionevole, non credi?, supporre ce ne debbano essere degli altri... devo alzarmi ora in questo preciso istante e prender parte a quello che sta succedendo... non sembra proprio possibile, un pianeta color crema avvolto da un grande anello... ma forse io per oggi ho già fatto abbastanza... confermo i tuoi calcoli iniziali, Cassyll... qualcosa vicinissima a un'inclinazione di venti gradi e questo significa che d'ora in poi Sopramondo avrà delle stagioni... in mattinata Jerene sarà qui con me accanto a me e col suo aiuto presto ce la farò a lavorare... la gente, specialmente gli agricoltori, dovrà prepararsi a far fronte a grandi mutamenti prodotti dalle stagioni... stagioni e ragioni, ragioni e stagioni... io ho una strana, curiosa premonizione sul pianeta degli anelli, Bartan. È veramente eccezionale, portentoso nel suo aspetto e quindi sarà destinato a recitare un ruolo importantissimo nei nostri affari futuri... Toller si abbandonò scivolando dolcemente in un sonno profondo e ristoratore. Quando si risvegliò la balconata era deserta e silenziosa, un indice questo che la notte era ormai avanzata. Si ritrovò coperto con delle altre coperte che lo avevano protetto dal crescente freddo dell'aria notturna. Il cielo sembrava sempre lo stesso. Come lo aveva visto la prima volta. Costellazioni sconosciute galleggiavano sopra di lui e un riflesso sfumato di luce madreperlacea sull'orizzonte orientale cominciava a sovrastare nel colore le più deboli di quelle magre stelle. Questa volta l'attenzione di Toller venne catturata da quello che apparentemente era un pianeta doppio sorto sopra il ventaglio luminoso dell'antelucano. D'impulso gettò via le coperte e a fatica lottando si alzò, muovendo in religioso silenzio le labbra mentre la ferita alla gamba pretendeva il debito pedaggio di dolore. Raccolse le stampelle e in un certo senso negoziò il suo diritto di transito sul pavimento a mattonelle fino al telescopio più vicino. La sua inabilità gli complicò il compito di puntare e mettere a fuoco lo strumento ma in pochi, pochissimi secondi riuscì a guardare scrupolosamente nell'oculare. E lassù, sospeso davanti a lui in un velluto nero-tenebra, ecco lo scintillare radioso d'un mondo accompagnato da un'unica immensa luna. La componente più voluminosa della coppia aveva un colore bluastro, un segnale forse dell'abbondanza delle sue acque e mentre i suoi occhi bevevano e ingoiavano quel meraviglioso spettacolo di raggi riflessi e rifratti Toller avvertì un tocco di quel gelo arcano e furtivo percorrergli la spina dorsale. — Forse hai ragione tu, padre, sul mondo circondato dagli anelli — disse in un sussurro. — Ma, se me lo consenti, io mi chiedo se... ===
zar
5/16/11; 3:20:50 PM
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Buffo. Avevo fatto caso che su Mondo e Sopramondo Pi = 3 e immaginavo che questa cosa tornasse fuori.
Massimo Morelli
5/17/11; 10:35:09 AM
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Grazie ancora.
Massimo Morelli
5/17/11; 10:35:31 AM
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Uh, c'erano riferimenti nei primi 2 volumi? Dove? Non me lo ricordo proprio.
zar
5/22/11; 10:05:02 PM
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Ah. Proprio a te è sfuggito? Ahiahiahi.
Massimo Morelli
5/23/11; 9:10:48 AM
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Boh, non mi ricordo... Dimmi dove, dai :-)
zar
5/23/11; 2:46:32 PM
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Eh, ritrovarlo. A un certo punto si parla di fare le botti (se non sbaglio), e il cerchio dev'essere esattamente lungo tre volte il diametro.
Massimo Morelli
5/23/11; 11:13:22 PM
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