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DM vs Sporting 0304

E rieccoci qua, ancora a raccontare calcio. Calcio. Raccontare. Va beh. Eccoci qua.

Il Due Madonne affronta per il ventiduesimo anno il campionato Amatori. E questa è passione, ragazzi. Ormai siamo a un passo dalla terza età (oggi, il più stagionato della squadra, Migliaccio, classe 1960 si è infortunato e in molti abbiamo temuto la frattura del femore, l'infortunio classico degli anziani).

Si gioca sostanzialmente con la squadra dell'anno scorso. Rientra Gino Bove (l'unico in grado di segnare) dopo l'operazione ai legamenti del ginocchio eseguita da qualche mestierante. Gli è andata bene, cammina, per correre si vedrà. Abbiamo acquisito un buon terzino con un cognome che da noi sarà smentito spesso, Vittoria, comprato dal Barcellona e un paio di giovani ragazzi (del 1984!) albanesi. Valentino (un centrocampista) e Erlis (spero si scriva così, portiere). Per i cognomi dei ragazzi ci sarà tempo.

Che poi la storia degli extracomunitari nella nostra squadra è piuttosto bizzarra. Tutte le altre squadre riescono non si sa come a acquisire rumeni spettacolari, o senegalesi velocissimi, o albanesi di un'altra categoria. Noi abbiamo sempre raccattato soggetti completamente inadatti al gioco del calcio, oppure che venivano una volta e non si facevano più vedere. I più sfortunati ricorderanno Rashid, un simpatico ragazzo marocchino che millantò di essere un portiere (e noi lo facemmo pure giocare). Oppure (si risale molti anni) un senegalese di cui non ricordo il nome, che era l'unico west-africano di 40 kg che sia mai esistito (credo se ne sia andato dal suo paese perché là quelli con un fisico così ridicolo li sopprimono).

Forse rompiamo la tradizione perché Erlis e Valentino sono assidui agli allenamenti e calcisticamente sono al nostro livello (cioè fanno schifo come noi, magari un po' meno). Oggi la formazione comprendeva, Ellis in porta, Morelli libero, Pescatore centrale, Venturelli e Vittoria terzini, Valentino, Pellegrini, Coppini e Colombaretti a centrocampo, Bove e Isidoro (l'idolo delle folle, il palermitano brasileiro che nasconde il suo peso accuratamente, ma è chiamato dagli amici quintalone, e qualcosa vorrà dire) in attacco.

Siccome mezza squadra è sui quaranta, preoccupano il pomeriggio caldo, il campo grande (anche se ben inerbato), e le facce giovani della squadra avversaria. Preoccupazioni che all'inizio sembrano fondate: ci attaccano a ranghi serrati, corrono molto e temo che ci faranno il culo. Però corrono molto a vuoto. Il loro tecnico deve essere uno sdoganato dagli anni 30 (adesso è di moda) perché giocano lanci lunghi e pedalare, non sfruttando bene le punte veloci (ma nane) che sui palloni alti contrastiamo senza patè d'animo.

Il primo tempo passa così senz'altri danni che una fatica bestia, anzi siamo noi che in contropiede (giocano altissimi ma non sanno fare il fuorigioco) siamo spesso pericolosi, anche se tiriamo sempre fuori e sprechiamo un'occasione enorme con Bove, ancora l'ombra di se stesso. Nel secondo entrano Battaglia (ex portiere dimagrito parecchio durante l'estate), Migliaccio che si infortuna immediatamente e prende la strada del tressette, e Faggioli, sempre di più il bello della squadra (pare che abbia eliminato lui Sibani che lo insidiava sabotandogli il ginocchio). Lui è uno che suona la cornamusa ai raduni medioevali e non dovrei aggiungere altro. In panca c'era anche Dinone Argentieri (in estate ribattezzato lo Gnu del Salento, era lo Gnu di Bitonto ma lui ha fatto notare indignato che è di Ostuni), che non è entrato, sarà per la prossima.

Il tempo passa e la nostra difesa balla, ma anche la loro. Hanno due clamorose occasioni (una interrotta da un fuorigioco che mi dicono inesistente) e noi ne sbagliamo altri due, con Pellegrini e Bove (ancora più clamoroso il secondo). Gli ultimi minuti palla in tribuna e ossigeno, siamo veramente cotti. Io vedo ripetutamente la Madonna che, essendo ateo, non è un buon segno. Triplice fischio.

Punteggio tutto sommato giusto, lo zero a zero non premia il pubblico numeroso (in tribuna Ciuso detto Iscariota da quando si è venduto a un'altra squadra e Miceli infortunato, con un intappo da picciotto mafioso che lévati). L'opinionista c'era ma per fortuna all'Alberto Mario la tribuna è lontana dal campo e non ho sentito quello che ha detto. C'era pure la moglie di Pescatore che credo sia venuta a controllare se il marito effettivamente gioca al calcio come dice. In effetti lei lo vede nudo e immagino faccia fatica a credere sia uno sportivo.

Un saluto dal vostro cronista, e un saluto particolare a Luigi Augello che mi ha scritto chiedendomi la cronaca (e questa è completa incompetenza letteraria) e dandomi la notizia che mercoledì riprenderà gli allenamenti. Luigi è un ragazzo meraviglioso, ma qualcuno tenti di dissuaderlo: potrebbe fare tante cose, perché vuole dedicarsi proprio al calcio? Ditegli di scrivere poesie, o suonare il violino, o impagliare pellicani, che ne so.


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Last update: 23/09/2003; 15.16.17.