DM vs Le Torri 0607
Oggi si incontra la prima in classifica. Noi siamo penultimi, a quattro punti, "Le Torri" è prima e ne ha diciotto. Hanno fatto una carriola di gol e ne hanno presi pochi (situazione che per noi è perfettamente rovesciata). Ma il bello del calcio (come di tutti gli altri sport, peraltro) è che non si sa mai. Achille può sempre battere la tartaruga (che sono duemilacinquecento anni che perde).
Martedì, in allenamento, abbiamo fatto la solita partitella. Un allenamento di una squadra amatoriale, dovete sapere, non comprende solo i giocatori. Vengono anche amici e parenti (utili per fare un buon numero per la partitella), questo almeno finché non viene veramente freddo, che allora spariscono tutti. Martedì c'era anche Marco, il figlio della supertifosa Maria, che è un susanello piuttosto vigoroso sulla ventina. Mentre colpivo di testa su un calcio d'angolo mi è parso di essere investito da dietro da un TIR, era Marco che, entrato fuori tempo mi ha tirato una ginocchiata sulla spalla. A parte l'umiliazione, che pure saltando con tutta la mia elevazione io posso arrivare al massimo alla spalla di Don Lurio, non vi sto a raccontare come ho passato la settimana, con il collo rigido per il colpo di frusta. Non ha aiutato il fatto che qualche minuto dopo, ancora intontito, ho provato a fermare ancora Marco trattenendolo ma mi sono pestato un piede da solo (rammento ai fortitudini che prima di ridere si devono ricordare di quella volta che Rivers si è palleggiato su un piede) e mi sono schiantato al suolo un'altra volta (a quel punto sono andato a fare la doccia).
Insomma, sommando questo alla mia veneranda età ci sarebbe stato da non presentarsi nemmeno. Invece alle 16.45, dopo una partita di bambini dodicenni che abbiamo osservato da fuori con invidia, siamo scesi in campo, al campo Fossolo (pur giocando in casa) in via Carlo Marx (per la gioia della dirigenza, che politicamente sta a sinistra di Mao) contro il Le Torri. Qualcuno ha provato con la vecchia fregnaccia che il bello del calcio eccetera eccetera ma l'entusiasmo non era proprio il sentimento più diffuso. Anzi, dopo il forfait di Hannibal Bonaccorso oggi Gael ha pensato bene di non farsi vedere, quindi abbiamo cominciato con la seguente formazione, decisa da Ciuso, il Rommel dei poveri: Erlis Lleshi in porta, Morelli, Luca Miceli, Piero "Cauozza" Vittoria, Nicola Reda in difesa; Antonio Campana, Mario Sottile, Luca Colombaretti, Francesco Faggioli, Dario Nicolini a centrocampo; Isidoro Priola in attacco. Il comitato centrale è al completo, da fuori ci guardano anche papà Nicolini e Cuzzani con figlia.
Prima dell'inizio, mentre palleggiamo con il pallone di Fred Flinstone (forse avere palloni schifosi è una tecnica per giocare sempre con i palloni degli avversari così si perdono i loro) Isidoro ha la pensata astuta di minacciare lo stopper degli avversari (che effettivamente non sembra molto simpatico ma non mi sembra il caso di attaccare briga) che riporta la questione all'arbitro: Isi è sotto tiro prima ancora di aver toccato un pallone. Si comincia e il Le Torri fa vedere che non è primo in classifica per niente. Giocano in undici ma giocano, corrono e contrastano come se fossero in cento. Dopo cinque minuti ci hanno già messo all'angolo. Tiri da fuori, palloni lanciati in area, dribbling, tunnel e cross pennellati. Ragazzi questi ci fanno un culo così.
Per fortuna un centrocampo che copre così bene come oggi credo di non averlo mai visto. Tutti e cinque si sacrificano con grande applicazione, Faggioli e Colombaretti entrano anche molto decisi, Sottile corre dietro a tutti (incoraggiato addirittura da uno striscione portato dalla sua famiglia) Antonio in particolare ha un brutto cliente perché sull'esterna gioca un lungagnone velocissimo che batte la fascia come BipBip ma il nostro dimostra di essere molto più efficace lì che di punta. Dietro Reda e Vittoria marcano due punte molto forti ma ce la mettono tutta. Siamo undici leoni, se si eccettuano forse Nicolini (che però non sta bene e a fine tempo si farà sostituire) ed io che regalo le due più grosse occasioni agli avversari prima sbagliando un passaggio e servendo un attaccante, poi scivolando mentre aspetto un pallone alto. Mi va bene che le due azioni finiscono in niente.
Passiamo raramente la metà campo, non certo per colpa di Isidoro che dà e prende colpi e si batte da par suo, ma loro sono tutti avanti e questo ci dà qualche possibilità. Colombaretti e Sottile (soprattutto) provano a costruire. Antonio se la gioca con Bip Bip a chi è più veloce e qualche volta vince. Mi rimangio quello che ho detto la volta scorsa sul mancino che gioca a destra, perché Antonio addirittura si candida come il Mohammed Atta della serata (colui che abbatte "Le Torri") e segna. Viene lanciato sulla destra, finta il tiro, rientra e inventa una bomba di sinistro su cui il portiere non può nulla. 1-0. C'è ancora una vita, e io sono già stanco.
La partita sale ancora di giri, loro fanno un pressing feroce e quando hanno la palla la fanno viaggiare ai tremila, ma il campo piccolo stavolta gioca a nostro favore, più che buttare palloni in mezzo non si può fare, specie contro una squadra con il coltello fra i denti. Erlis fa qualche bella uscita, e per lo più loro tirano fuori, ma fanno in tempo a sbagliare un colpo di testa da posizione favorevole e prendere una traversa su punizione. Dall'altra parte, un bel contropiede permette a Isidoro un tiro favorevole dal limite, ma il loro portiere fa un paratone. Quando Isi e lo stopper vengono in contatto sono sempre scintille e Isi rimedia un giallo per una entrata cattiva. Fine primo tempo.
Nell'intervallo ci diciamo che siamo già fortunati ad essere arrivati fin qui col vantaggio. Esce Dario ed entra, esordendo, Claudio Serra. Si ricomincia ed è la stessa rumba, anzi peggio perché si vede che l'allenatore li ha cazziati e ora entrano anche molto più decisi. Ne fa le spese Sottile che si fa male ed è sostituito da Micco. La prima parte del secondo tempo è una teoria ininterrotta di attacchi da parte del Le Torri. Arrivano da tutte le parti come Cheyenne e io e i miei pards abbiamo messo i carri in circolo e sparacchiamo palloni in avanti sperando che rimangano lontani . Serra gioca bene, e Isidoro si sacrifica cercando di prendere falli per la squadra (c'è da dire che loro non si fanno pregare ad accontentarlo). In questa serie lunghissima di azioni Erlis è una sicurezza (esce anche bene in uscita alta che non è certo la sua specialità) e Vittoria è strepitoso sul loro nove che oltre a essere forte è anche grosso e cerca di far valere il fisico. Dopo settemila anni (almeno così è sembrato a me), in una azione di alleggerimento, Isidoro si scontra ancora con il suo uomo, che comincia ad offenderlo pesantemente. Sembra tutto finito ma l'azione successiva i due ricominciano a litigare e l'arbitro si rompe i maroni e li manda giustamente a farsi la doccia, che non siamo mica a Forum a stabilire chi aveva ragione e chi no.
A questo punto (ricordate, sono passati settemila anni dall'inizio del secondo tempo) chiedo alla panchina e mi fanno cenno che mancano dieci eterni minuti. Stringiamo i denti, sia noi che loro. Su un tiro da fuori Erlis fa una parata miracolo. Ancora mischie. Uno dei loro dice qualcosa di poco carino all'arbitro e viene espulso. Io e Miceli ci mettiamo settimane a battere punizioni e rinvii. Tre minuti di recupero. Loro sono in nove ma non hanno rinunciato, tutti avanti (cominciamo a essere pericolosi in contropiede, specie con Serra, ma non concretizziamo). Ennesima mischia furibonda, il pallone sbatte fra venti gambe e finisce sui piedi del capitano. Faccio in tempo a pensare che è uno di quelli coi piedi buoni e da cinque metri non può sbagliare ma Erlis salva il risultato uscendo a valanga. Manca un minuto e facciamo in tempo a prendere un palo con Antonio su punizione. Alla fine quelli che hanno ancora forze (non certo io) esultano come fosse una partita vera. Io faccio i complimenti agli avversari, per fortuna oggi non ha vinto il migliore.
Martedì quando arriva il bollettino le altre squadre avranno una bella sorpresa. Uomo Telepiù ex aequo a Antonio Campana e Erlis Lleshi, ma tutti oggi avrebbero meritato un premio. Curiosità della serata, oggi schieravamo una squadra distribuita dal 1955 di Micco al 1986 di Campana. Adesso che ci penso io nel 1986 ho conosciuto mia moglie quindi posso ben dire che Antonio potrebbe essere mio figlio. Stasera per festeggiare mi sono aperto una bottiglia di Moscato della Morandina (avevo pensato a un Barbaresco ma aprirmi qualcosa di più forte mi avrebbe impedito di scrivere la cronaca) e la sto bevendo alla vostra salute.
Un saluto dal vostro cronista.
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2007
Massimo Morelli.
Last update:
27/03/2007; 23.07.37. |
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