Infortunistica Italiana vs Due Madonne 0708
Si dice che la partita perfetta sia lo zero a zero, quindi credo che oggi abbiamo sbagliato qualcosa. Oppure potrei dire che abbiamo dato spettacolo, tanto non l'avete visto.
Come ci piace tradizionalmente
fare ogni inverno, oggi ci tabacchiamo 140 km fra andata e ritorno per
raggiungere la ridente località di Suviana, dove incontreremo
l'Infortunistica Italiana, squadra che frequenta le zone alte della
classifica (cosa che a noi non riesce da tempo). Siccome Suviana non è
precisamente Marrakesh ci è capitato spesso di saltare la partita per
fango e giocarla in notturna di recupero, cosa che poi ci dà
l'opportunità di tornare a tarda notte, distrutti dalla fatica ma
felici (si fa per dire). Fortunatamente invece oggi si gioca alle 15,
cosa che ci farà imbestialire le mogli che perdono il nostro uso per
tutto il sabato pomeriggio, ma almeno non è una sfacchinata da matti.
Il clima è relativamente buono, con una pioggerella intermittente che
però non rompe le scatole più di tanto. Inoltre non è il freddo
porco di altre volte e il campo è quasi perfetto. Unico neo
dell'organizzazione il parcheggio, che è un lago di fango. Per arrivare
a Suviana si fa la Porrettana, che è una strada famosa per le sue
curve, ma quando poi abbandoniamo la Porrettana arriviamo a
rimpiangerla perché gli ultimi dieci chilometri sono più attorcigliati
della coscienza di Mastella.
In un modo o nell'altro riusciamo ad arrivare, dopo l'appuntamento
davanti al bar di Pagliuca a Casalecchio, dove apprendiamo che siamo
riusciti a racimolare un portiere (naturalmente Erlis lavora anche
oggi). L'esordiente è un amico di Valerio, portiere di calcetto, che ha
accettato di aggregarsi a noi risolvendoci un problema non da poco.
Oggi infatti siamo contatissimi, con Giancarlo (il nuovo portiere)
siamo in dodici, ma Mario è reduce dall'influenza e alcuni sono
piuttosto poco allenati. Inoltre giocare senza rincalzi quando i due
centrali della difesa fanno (col millesimo) ottantotto anni in due non
è una buonissima idea.
Ma così siamo messi e così dobbiamo giocare. Dovremmo giocare, anzi,
perché le due squadre sono già pronte, cambiate e scalpitanti e
l'arbitro ancora non si vede. Le illazioni serpeggiano, le voci
corrono. Si dice che il poveruomo sia impegnato in un amplesso
mercenario maschile nella zona industriale di Marzabotto. Altri sostengono che un arbitro di
amatori è costantemente a rischio di smarrirsi, perché quando guida è
troppo impegnato a fare il rumore del motore con la bocca. Passano le
tre, passano le tre e mezza e finalmente il disgraziato si mostra, e la
partita può incominciare.
Si gioca con Giancarlo in porta; Morelli, Luca Miceli, Nicola Reda e
Piero Vittoria in difesa; Francesco Faggioli, Mario Sottile, Claudio
Serra e Gael Tanca a centrocampo; Dario Nicolini e Kadhem Charfi in
attacco. Fin da subito si vede che loro vogliono vincere. Spingono
molto sulle fasce e cercano di sfruttare i lanci lunghi per le loro
punte veloci. Essendo i nostri difensori lenti, la cosa ci mette
evidentemente in difficoltà. Hanno talmente tanta gente in panchina che
la nostra col solo Isidoro (e la dirigenza) fa tristezza. Però, almeno
per il momento, concediamo solo tiri da fuori. E' una partita che
conosco, e che di solito si finisce col perdere, perché è impossibile
che non sbagli mai nessuno e prima o poi si prende il gol.
La partita invece si mette su un binario completamente diverso. Mentre
continuiamo a soffrire in difesa capita che siamo pericolosi in
attacco. Anzi, passiamo. Fallo su Dario, punizione di Kadem che la
mette esattamente in testa a Claudio che mette dentro in girata. 0-1.
Reazione virulenta che però conteniamo abbastanza facilmente. Dieci
minuti e mettiamo dentro il secondo. Dario si lancia verso il portiere
ma viene anticipato al momento del tiro. Recupera però il pallone e lo
mette in mezzo dove c'è Gael solo che la mette nell'angolo. Due a zero. Grandi stropicciamenti di occhi ma non è finita. Infatti loro sono ancora intronati
dai gol inattesi e (anche se prendono un incrocio dei pali in una
delle loro azioni) non riescono a pungere. Il clou è
quando Kadhem, da posizione difficile, inventa una punizione maligna
che gira attorno alla barriera dalla parte sbagliata e beffa il
portiere che aspettava il cross. 0-3.
Purtroppo adesso finisce l'intontimento degli avversari, anche grazie
all'arbitro che ne ammonisce tre in fila dei nostri per due falli
veniali e un pallone buttato lontano. Non ci stanno a perdere da una
delle ultime in classifica (loro sono secondi, più o meno) e vengono
avanti tutti. Comincia a fare caldo, là dietro, anche perché,
nonostante i quattro centrocampisti ce la mettono tutta, loro fanno
molto più movimento di noi e sono spesso in superiorità numerica. Poi
il buttare palle in mezzo è utile, anche perché il portiere nuovo non è
molto sicuro nelle uscite e spesso la palla rimane a rimbalzare dentro
l'area in quella zona che mi fa diventare nervoso. In mischia prendono
ancora un palo, poi un'altro.
E' un assedio, ma dobbiamo resistere perché manca poco alla fine del
tempo. Purtroppo l'arbitro concede ben cinque minuti di recupero.
Durante il recupero un palloncino lento va a sbattere sulla parte alta
della traversa, poi rientra in campo e finisce sui piedi del
centravanti che sbaglia un gol clamoroserrimo. Uno dei tempi più
rocamboleschi della storia si chiude in vantaggio per tre a zero con
quattro legni presi dagli avversari, comprensibilmente incazzati.
Ci diciamo nell'intervallo che se stiamo calmi e riusciamo a passare i
primi dieci minuti possiamo portare a casa il risultato clamoroso.
Purtroppo la fortuna gira dopo solo un minuto, perché Dario,
innervosito da una decisione arbitrale calcia via la palla arrabbiato e
l'arbitro lo ammonisce per la seconda volta e lo mette fuori. Tutto il
secondo in dieci è troppo dura per noi. Cerchiamo di capitalizzare il
vantaggio. Loro hanno già cominciato la girandola dei cambi e ne hanno una riserva infinita in panchina, altrettanto buoni di quelli
che escono ma più freschi. Noi invece sostituiamo l'esausto Mario con
Isidoro, e Kadhem è spostato a metà campo a tamponare, cosa che non è
molto avvezzo a fare.
Resistiamo forse dieci minuti, poi all'ennesima mischia prendiamo il
primo. Benzina nelle loro gambe e legno nelle nostre. Ogni azione
tirano, o comunque la buttano in mezzo dove si soffre. L'arbitro
impazza, più per incapacità che per altro. E poi siamo incapperati con
lui, specie Kadhem che se lo lasciassimo andrebbe a strangolarlo. Su
una punizione palesemente inventata fanno il 2-3, con un bel tiro
all'incrocio (Giancarlo però non del tutto incolpevole). E' qui che
Alvisi comincia a insultare l'ometto nero (che poi oggi è giallo).
Purtroppo dall'altra parte noi non passiamo la metà campo, loro ne
hanno lasciati indietro uno o due e continuano a metterne dentro dei
nuovi. In questa fase Claudio è un leone, tiene la palla, prende falli,
salta uomini, prende calci. Mentalmente gli ho già assegnato l'uomo
telepiù, che mantiene anche se alla fine è talmente in trance
agonistica che comincia a insultarci perché non riusciamo a contenere
sti quaranta forsennati che corrono il doppio di noi.
Alvisi ci concede due minuti di riposo insultando l'arbitro
all'ennesima decisione cervellotica "T'an capèss pròpri un caz" gli
dice, e viene espulso.
Comunque è solo questione di tempo e infatti, su un pallone
all'apparenza innocuo buttato in area sbuca uno da dietro e la mette
dentro di testa. 3-3 e mancano ancora almeno dieci minuti. E' persa, mi
dico.
Invece, batto una punizione di alleggerimento dalla metà campo.
In area ci sono solo Isidoro e Claudio. La metto su Claudio che spizza
all'indietro. Si sono tutti dimenticati di Kadhem che arriva da dietro
e dalla linea di fondo la mette dentro. 3-4 e apoteosi di Kadhem che
esulta come un bambino. Ricomincia l'assedio. A questo punto della
partita ho battuto talmente tanti rinvii che ormai conosco benissimo i
tifosi avversari che stanno dietro la porta. Sono simpatici e mi
incoraggiano perché vedono l'anziano ex giocatore che porta il fardello
dei suoi anni con dignità. Oppure (e temo sia più probabile) mi
prendono per il culo.
I minuti scorrono lenti, e al novantesimo purtroppo riescono ancora a
pareggiare. Ancora una palla in mezzo che carambola di qua e di la e
alla fine qualcuno la mette dentro. 4-4 Cinque lunghi minuti di recupero.
Io e Miceli siamo morti, Nicola e Piero eroicamente tengono su la baracca difensiva. Addirittura facciamo l'ultimo minuto in nove perché Kadhem è in preda
ai crampi, ma non corriamo più pericoli perché (finalmente) forse loro
hanno finito la benzina.
Partita rocambolesca, direbbero i cronisti veri. Eventi decisivi
l'espulsione frettolosa di Dario, e la fine del fiato di Mario che ha
lasciato un buco a centrocampo che non siamo riusciti a riempire. E
martedì si rigioca. Povero me.
Un saluto dal vostro cronista.
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© Copyright
2008
Massimo Morelli.
Last update:
30/03/2008; 14.21.53. |
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