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Due Madonne vs Lovers F.C. 0708

Ed eccoci arrivati alla penultima. Siamo al 19 di aprile e il riscaldamento del pianeta ci permette di finire il campionato presto per la gioia delle famiglie che potranno relegarci in garage ad azionare il trapano a colonna o a imbottigliare. In uno splendido pomeriggio primaverile si gioca alle 15.30 contro i Lovers FC (squadra già qualificata per le finali) in uno dei campi più belli di Bologna, il Dozza 1. Non si capisce il perché di questo trattamento imperiale, ma non è il caso guardare in bocca a caval donato (che poi quando vedo un cavallo non mi viene certo in mente di guardargli in bocca, piuttosto penso a quante belle bistecche ne verrebbero).

Oggi mi sono giocato l'ultimo bonus. Mio figlio Federico gioca contemporaneamente a me a Baricella e il Direttore Generale della famiglia mi ha fatto sapere che non dovrà più accadere che mi sottragga ai miei doveri di accompagnatore. Siccome sono attento alle gerarchie ho immediatamente accettato la sentenza (vuolsi così colà, ubi maior, eccetera).

In questa settimana elettorale però dobbiamo cominciare ad abituarci ad essere governati da incapaci. Infatti l'arbitro si fa immediatamente riconoscere e sentenzia che entrambe le nostre mute di maglie (una blu e una bianca e azzurra) sono troppo simili a quella degli avversari.  Benché i ventidue che devono effettivamente scendere in campo non hanno niente da ridire sulla somiglianza delle tenute, il diversamente abile insiste e si rifiuta di farci giocare. Si perdono molti minuti a cercare qualcuno che ci presti una nuova muta. Troviamo una serie di casacche ma l'ipocapente fa no-no con il ditino. Alla fine ci adattiamo a giocare con pantaloncini e calzettoni di una muta e maglia dell'altra, rovesciata in modo da consentire al neuropenico di distinguerci dagli avversari.

Si gioca con notevole ritardo. Giancarlo Zagni in porta; Morelli, Nicola Reda, Marco Venturelli e Cesare D'Anna in difesa; Nicola Coppini, Mario Sottile, Ben Ahmed Bouhlali a centrocampo; Kadhem Charfi,  Isidoro Priola  e Dario Nicolini in attacco. Panchina lunga con Claudio Serra (che però arriva a partita iniziata) con Faggioli, Gael e Nonno Miceli, assieme alla dirigenza. In tribuna (e oggi è veramente una tribuna) Nicolini e Alvisi. Nicolini mi comunica che mi legge e ne prendo atto.

Squadra a trazione anteriore, su campo grande contro squadra forte: la ricetta per prendere sei pere. Si comincia e invece capisco che, seppure i Lovers siano un'ottima squadra, non sono più gli schiacciasassi dell'andata. Si gioca anzi prevalentemente nella loro metà campo. Mario fa ordine, Coppini e Ben fanno gioco, Venturelli e Cesare spingono sulle fasce. Purtroppo i loro difensori sono attenti e il possesso di palla è sterile.

Da questa parte comunque soffriamo un po' perché giochiamo alti e i loro lanci lunghi ci costringono a battagliare in velocità con le loro punte. Per Cesare che è rapido non c'è problema, ma per me, Nicola e Venturelli si tratta di non farci mangiare i due metri di vantaggio da attaccanti più veloci di noi. Io faccio un paio di rincorse di 40 metri che mi tolgono un anno di vita. Purtroppo a metà del tempo prendiamo gol. Discesa del loro centravanti che, pur controllato, vede Giancarlo fuori porta e lo beffa con un bel pallonetto. 0-1.

Adesso ci proviamo, attacchiamo con convinzione. Isidoro lotta ma è ben controllato da difensori più (ahem) agili di lui. Dario riesce spesso ad andare via in velocità, ma appena si accentra è raddoppiato e controllato. Riesce spesso a crossare ma loro di testa non ne sbagliano una. Anche i numerosi cross di Cesare si perdono, per non parlare dei corner. Al massimo riusciamo a fare qualche mischia. Proviamo a tirare da fuori ma vengono fuori dei tiri a banana che non voglio nemmeno descrivere. Il più bello è un tiro di Ben, comunque fuori. Fine primo tempo.

Nel secondo sfruttiamo la capiente panchina ed entrano Claudio, Miceli e Gael per Isidoro, Coppini e Venturelli. Guadagnamo peso a metà campo e cominciamo a chiuderli nella loro metà campo. Purtroppo arriviamo al limite dell'area, o in fondo a crossare, ma poi l'azione sfuma sempre. Già mi vedo che fanno il secondo in contropiede e chiudono la partita. Invece Dario innesta la velocità fotonica, ruba il pallone a un difensore che gli dà una piccola spinta. Dario cade come morto e il delirante decide di concederci un rigore generoso. Dopo vigorose proteste tira Ben e insacca 1-1.

Adesso è il momento più bello della partita perché tutti vogliono vincere, la stanchezza allunga le squadre e ci sono occasioni da entrambe le parti. Di qua loro sono pericolosi perché sul campo grande il fatto che corrano di più li aiuta abbastanza. Comunque ce la caviamo con un paio di mischie furibonde, una serie di calci d'angolo e qualche recupero difficile. In questa fase la tenacia di Reda, Miceli e il sacrificio di Mario (oltre ai polmoni di Cesare) ci tolgono da rischi peggiori. Siamo noi ora che andiamo in contropiede ma sbagliamo sempre l'ultimo passaggio, quello che metterebbe l'uomo solo davanti al portiere. Anche loro hanno difficoltà a fermare Dario, Claudio e Ben. Se la cavano anche con qualche intervento molto deciso. Conquistiamo una punizione dal limite molto invitante per l'anziano specialista Miceli, ma il pallone va alto di un soffio.

Nel finale Claudio si fa male e rimane in campo zoppicando, anche perché abbiamo esaurito le sostituzioni inserendo Faggioli per Kadhem. Molti sono alla frutta e negli ultimissimi minuti ce la vediamo brutta, ma Giancarlo salva il risultato uscendo sul centravanti lanciato a rete. L'ultima occasione è per noi con una punizione che però Claudio butta sulla barriera. Finisce 1-1 e il risultato mi sembra giusto. Se mi hanno informato correttamente lo Sportline dovrebbe aver perso, quindi siamo salvi con una giornata di anticipo. Uomo telepiù Mario, centrocampista di lotta e di governo. La prossima è l'ultima, in notturna, il 29 aprile.

Mio figlio ha vinto 2-0 e pare abbia giocato bene.

Un saluto dal vostro cronista.

Aggiornamento: mi fanno notare che mi ero dimenticato un episodio gustoso. Valerio e Maria si sono dovuti allontanare alla fine del primo tempo e hanno quindi lasciato il solo Mimmo in panchina. L'inqualificabile personaggio che dirigeva la gara si è allora rivolto a me (che non ero neppure il capitano ma il capello bianco è sempre fonte di autorevolezza) per rimproverarmi della fuga dei nostri dirigenti. Al mio evidente disinteresse (purtroppo non so fingere) ha allora declamato con fare solenne che l'avrebbe messo a referto. Purtroppo, non potendo emettere quel "E STICAZZI !" che stavo pensando sono rimasto a guardarlo come Calderoli guarda un libro.





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Last update: 21/04/2008; 18.44.04.