Massimo Morelli's Weblog
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Carrozzeria Galli vs DM 0506

Eccomi di ritorno dopo una settimana di assenza. Mentre mi rovinavo comprando vino (altro che la benzina) i ragazzi hanno portato a casa un pareggio 1-1 contro il Bazaar Viaggi. Gol di Faggioli a pochi minuti dalla fine. Mi hanno detto che potevamo vincere, che abbiamo dominato e solo una maledetta sfortuna ci ha impedito di vincere largamente. Quindi probabilmente abbiamo subito tutta la partita.
 
Ma veniamo a oggi. Il calcio giocato è bello solo se è giocato molto bene o molto male (quello parlato, compreso questo, fa sempre schifo). Quindi migliorando la squadra è peggiorato lo spettacolo. Lisci, rovesciate volanti a fendere solo l'aria, colpi di testa fantozziani in campi fangosi sono un lontano ricordo. Persino i campi sono migliorati, ormai è raro giocare in quelle belle paludi dove saltuariamente la palla è inghiottita da un coccodrillo o in quei deserti dove nuvole di polvere oscurano il sole e i portieri rischiano la silicosi. Oggi si gioca al campo Aretusi, un campo che è sempre stato una schifezza, ma stavolta non era neanche male. Se si escludono le zanzare voracissime che hanno spolpato Sanpei si può parlare di clima benevolo. Con noi solo "Sanpei" Querzola e Maria, reduce da feste torinesi, gli avversari, Carrozzeria Galli, hanno una strana tifoseria di Desperate Housewife, forse le mamme.
 
Per fortuna si gioca alle 14.30 perché in città c'è il SAIE che più tardi renderà la tangenziale una specie di carnaio ferragostano. Stasera ho gente a cena e mi sa che il Pelaverga, il Moscato della Morandina, e lo spumante della scuola enologica di Alba me li bevo tutti io. Comincio subito a sfottere Colombaretti perché nonostante sia un vecchio (ha infati un annetto meno di me) sfoggia un paio di scarpe sfolgoranti che starebbero forse bene ad un treenne. La Carrozzeria Galli l'abbiamo già incontrata anni fa ma non mi ricordo assolutamente nulla (come al solito) e non fa niente: li giudico dall'aspetto, nessun panzone a parte il portiere e lui non deve correre.
 
Inizialmente sembra che lisci e capitomboli possano rallegrare la giornata. Infatti manca mezza difesa (Vittoria e Bullegas) e si ritorna a una coppia centrale d'annata Miceli-Morelli. Uniti ai non velocissimi Reda e Venturelli abbiamo una difesa in cui non saprei dire chi è il più lento (forse io). Si gioca allora, con Erlis Lleshi in porta; della difesa si è detto; a centrocampo Coppini, Ilirjan "Detari" Rizaj, Joseph Nwodo e Luca Colombaretti; in attacco Isidoro Priola e Gino Bove. Qualcun altro non si è fatto vivo, forse sono stati bloccati dal traffico.
 
Si comincia e come prima cosa becco un colpo alla schiena. Qualcuno ha urlato "il femore" se becco lo spiritoso lo faccio nero. Comunque non abbiamo tempo di pensarci troppo che facciamo subito gol. Punizione di Miceli, il portiere respinge malamente, Bove la rimette in mezzo dove Coppini, solo, segna comodamente. 0-1. Ma non è finita, passano pochi minuti e Isidoro si libera al limite dell'area e fa partire un tiro non irresistibile ma efficace. 0-2. E per concludere i dieci minuti di regali, ancora una  volta un difensore liscia e lascia la palla al Leone di Misilmeri che mette dentro i terzo, con personale doppietta.
 
Tutti felici, ma siamo ancora capaci di perderla. Loro cominciano ad attaccare come matti e ad ogni azione sono più pericolosi. Purtroppo il centrocampo zeppo di trequartisti va bene quando si attacca ma quando si difende è una pena. Nessuno segue gli inserimenti dei centrocampisti avversari. Ilir non sta sull'uomo. Joseph fa la punta, Coppini gioca bene ma non è certo un interditore. Colombaretti lotta bene ma è pur sempre un anziano. Quindi cominciano i guai. Corner, punizione, tiri dal limite, è un assedio. Erlis fa tre miracoli, una volta è salvato dalla traversa, ma alla fine deve capitolare sull'inserimento di un centrocampista che qualcuno non ha seguito. 1-3. L'assedio continua e sembra che il secondo debba venire da un momento all'altro. Dall'altra parte avremmo praterie, perché loro attaccano in massa, ma Gino e Isi cercano il numero e di andare subito in porta, invece di proteggere la palla o almeno di buttarla avanti per cercare di scarrafare un corner. A un certo punto, dopo un assedio mostruoso nella nostra area, la palla arriva a Bove che invece che scappare da solo sulla fascia cerca di servire Isidoro con un astuto colpo di tacco, ovviamente sbagliato. E' un bene che i miei figli non vengano a vedere la partita, perché non potrei mai più negar loro il piacere del turpiloquio. Gli avrei staccato quel tacco a morsi.
 
Comunque, nonostante altre 321 mischie, corner e punizioni, quando i miei vecchi polmoni (e quelli coetanei di Miceli) sono ormai allo stremo, finisce il primo tempo. Sono sfinito ma siamo ancora in vantaggio di due gol e non è impossibile farne un altro, se si evitano i colpi di tacco. Poi loro ci fanno un favore sostituendone quattro (si vocifera che dovevano andare allo stadio)  e ricominciando ad un ritmo nettamente inferiore. Non che sia comunque una partita di tutto riposo, perché cerchiamo ancora di attaccare, non perché siamo una squadra che deve imporre il suo gioco, ma perché non sappiamo giocare. Fortunatamente Ilir ha più spazio e gioca molto meglio, fa girare la palla e siamo più spesso di là che di qua. Su i nuovi quindi, di cui non ho ancora i cognomi ma sono Patrick (Albania) e Dominic (Sudan), due punte discrete che infatti (specialmente Patrick che è veloce, e loro sono spompati) sfruttano finalmente i contropiedi. Sbagliamo comunque una serie di gol già fatti (e dalla nostra parte subiamo stupidamente contropiedi) ma nessuno ne approfitta. Un palo di Patrick, un gol abbastanza clamoroso sbagliato da Joseph, le mie forze che lentamente se ne vanno, poco insomma da segnalare. Vengo ammonito perché a una punizione vado sulla palla, ma pazienza, sono gli arbitri degli amatori, un neurone in dieci e oggi toccava ad un altro.
 
Alla fine succede una cosa strana. Dominic tira in porta un pallone forse in gioco (versione sua) forse no (versione degli altri). Uno di loro parte da lontano insultandolo. Il problema è che il suo "scemo di merda!" sembra ai più un "negro di merda!" per cui ci incazziamo tutti come mao mao. Persino io, serio e compassato professionista (o almeno questa è la versione che cerco di accreditare) mi sono fatto trenta metri per andargli a dire che era un idiota. Si spiega l'equivoco, per fortuna senza che nessuno abbia alzato le mani, e la partita finisce.
 
Buona vittoria del Due Madonne, pur con una difesa molto rimaneggiata. Stavolta i regali li abbiamo sfruttati.
Un saluto dal vostro cronista.


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Last update: 16/10/2005; 10.47.15.