Massimo Morelli's Weblog
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DM vs Atletico Nettuno 0405

Ho trascurato i miei doveri di cronista, ma non sono affatto pentito. Sabato scorso, mentre i compagni affrontavano i Lions (ma chi è quel mentecatto che sceglie i nomi per le squadre amatoriali?) sul campo di Villafontana io me ne stavo ad Alba a festeggiare i miei quarant'anni (non più solo simbolici), ingurgitare cibo e tracannare vino. In settimana il mio fegato mi ha inviato una diffida scritta. Sarei tentato di farvi la cronaca del mio fine settimana nelle Langhe, anche perché sarebbe certamente più interessante delle partite del Due Madonne anche se, devo convenirne, meno divertente.
 
Fra le altre cose mi è capitato di assistere ad una degustazione di Champagne (e spumanti italiani metodo classico) in cui ho capito che le mie papille gustative sono state definitivamente rovinate in gioventù, forse dal friggione, perché io non riuscirò mai a distinguere quello che percepivano quei ragazzotti (che neanche Grissom col gascromatografo). Annuncio ai meno eruditi di voi, che nello Champagne dovreste sentire il sapore di cavallo sudato. A parte che vorrei sapere chi è il pervertito che si è messo a leccare il dorso del cavallo per fare il confronto (non scrivetemi Marina Lotar che ci ho già pensato anch'io), a me il cavallo sudato ricorda solo la musichetta del bagnoschiuma Vidal.
 
Nel frattempo i ragazzi hanno pareggiato 1-1. Sono passati in vantaggio con un gol in mischia di nonno Pescatore, hanno subito l'espulsione di Coppini per fallo di reazione e nel finale la rete di testa in mischia degli avversari. Spero ancora che qualche cronista di complemento mi invii una cronaca per voi appassionati (il pubblico deve sapere!). Miceli si è offerto volontario, vedremo se ce la fa. Coraggio, non è come se le cose divertenti si dovessero inventare, basta raccontare esattamente quello che succede.
 
Oggi si gioca sul campo di casa, il mitico Cristina Bonzi (ultima tinteggiatura degli spogliatoi, quella originale del 1960). L'avversario è l'Atletico Nettuno, squadra retrocessa con noi l'anno scorso ma che si è rinnovata molto, migliorandosi. Non deve essere difficile con uno sponsor che paga le maglie con il nome (o il soprannome) sulla schiena.  A parte gli assenti ci siamo tutti (se qualche arbitro mi legge, mi scriva che gliela spiego). Mancano Coppini squalificato e Battaglia che ha un impegno mondano. Negli spogliatoi naturalmente c'è un sacco di tempo perché la partita precedente come al solito è iniziata in ritardo, e ne approfittiamo per fare cabaret. Pescatore esegue atti di nonnismo su Sibani (per fortuna non c'è un armadietto per fare il Giu Bocs) e Miceli completa la sua transizione all'omosessualità esibendosi in un raccapricciante balletto con le calze fino a metà coscia e acconciandosi i capelli con un cordino che risulterà essere il perizoma a filo di sua moglie. Usato. E non fatemi parlare delle mutande a fiorellini di Colombaretti.
 
Isidoro arriva ed è allegro come un gatto che ha mangiato un canarino (anzi un elefante). Si mette subito la maglia di Toni del Palermo e faccio caso alla scritta che ha sulla pancia. C'è scritto Palermo, ma in modo strano: l'inizio e la fine della parola sono normali, la parte centrale è tesa e dilatata, e la 'e' si potrebbe direttamente smontare e utilizzare per quei poster giganti che si vedono in campagna elettorale. La faccia da culo non so ancora dove prenderla, ma mica possiamo fare tutto noi.
 
Mentre aspettiamo guardiamo la partita precedente che è di campionato terza categoria e penso sia importante perché si picchiano come fabbri. Assisto sperando nella rissa che è sempre un bello spettacolo. Nel frattempo Pescatore organizza un basket tre contro tre con scarpe e pallone da calcio, sprecando i tre minuti di fiato che abbiamo e giocando un basket se possibile peggiore del nostro calcio. Mi sposto per non essere fulminato dal dio dello sport.
 
Le formazioni:  in campo Erlis, Miceli, Vittoria, Antioco, Venturelli, Pellegrini, Cuzzani, Sibani, Colombaretti, Bove, Priola. In panca Valentino, Pescatore, Filippo, Biagio, Nicola (Stefano, me li vuoi mandare sti cognomi o no?)  ed io, che ho saltato l'allenamento per una cena (guarda caso). Il pubblico è notevole, ci saranno cento persone, poi finisce la partita precedente e tutti spariscono come fosse divampato un incendio. Rimangono l'Opinionista, Greg con figlio ("lo faccio disgustare subito del calcio"), Ciuso con figlio, Maria. C'è anche Borri che ha giocato con noi il campionato 1982-83 quando ancora le scarpe erano nere e le compravamo in via Azzurra da Gherardi, che parlava esclusivamente in dialetto e fingeva che ogni scarpaccia che compravamo a ottomila lire era il modello di un giocatore del Bologna. Io comprai quelle di Paris.
 
Mentre ci prepariamo dagli spogliatoi giungono voci, che la partita della terza categoria è finita in rissa (purtroppo me la sono persa). I tafferugli continueranno molto a lungo ma non succederà niente di grave nonostante l'intervento incendiario dell'Opinionista. Si gioca ed è subito gol. Bella azione del Due Madonne: arriva un cross dalla destra, forse di Pellegrini, lo stopper salta a vuoto, Isi stoppa di coscia e fredda il portiere in uscita. Stavolta il Toro si mette la maglia sulla testa alla Ravanelli e corre esultante, rischiando di travolgere chiunque si metta sulla sua strada. 1-0. Purtroppo l'Atletico Nettuno pareggia immediatamente con un bel diagonale dell'ala destra, lasciata un po'  troppo libera da Venturelli. 1-1.
 
La partita si stabilizza e comincia a succedere poco. Loro sono molto decisi a metà campo, e vincono tutti i contrasti. In compenso sono più scarsi in attacco e in difesa, così siamo noi, che pur giochiamo peggio, a essere più pericolosi. Bove si esibisce in una semirovesciata capolavoro che andrebbe certamente in gol se non incocciasse la schiena di un Nettuniano, e Isidoro si libera bene in area ma tira male. Al solito tiriamo punizioni inguardabili. Loro invece ne tirano bene una che è una bomba, anche se molto centrale. Erlis si oppone con le mani molli e la palla batte contro la traversa, poi rimbalza sulla riga e gli torna in braccio. Fine primo tempo.
 
Nella ripresa tutto uguale, solo che cominciano i cambi. Entra prima Valentino per Cuzzani, poi io per Sibani. Manca ancora una mezzoretta e mi metto a fare il mio lavoro di copertura a metà campo, che se il campo è piccolo come il Bonzi si può fare senza correre troppo. Mi applico prima su Luca e poi su Thor. Thor è un bel marcantonio, quindi mi astengo dal fargli domande sulle dilui corna e sul papà Odino. In difesa hanno stretto le marcature quindi ci riesce solo di tirare da fuori (più volte Valentino, Bove e Isi). In una mischia Bove colpisce di testa e sfiora il palo. Sembra una partita avviata verso il pareggio quando un tiro velleitario del Nettuno viene deviato da Pescatore (appena entrato al posto di Vittoria)  quel tanto che basta per ingannare Erlis. Fa 1-2 ed i Nettuniani festeggiano come se avessero vinto la Rimet.
 
Ormai è finita, siamo in pieno recupero, ma non ci stiamo, anche perché gli Atletici sono un po' antipatici: si lamentano di cose assurde e piangono con l'arbitro in continuazione. Reclamano anche un rigore che non darebbero nemmeno alla Juve. Tutti in avanti ed è davvero un assedio. Calcio d'angolo, mischia, punizione. Cross di Miceli, Isidoro è solo davanti al portiere, lo scavalca con un colpo sotto, palo. Mischia furibonda e fallo laterale. Dall'alto dei miei quaranta vado ad appoggiarmi al secondo palo, che se arriva ci sono. Infatti arriva, sbuca da una selva di mani, teste, piedi e nasi. Ho anche culo che mi arriva perfetta, un colpetto di sinistro ed è dentro. 2-2. L'ultima volta che ho segnato di sinistro c'era ancora Breznev (che i presidenti americani li lascio contare a voi).
 
Fine, Isidoro mi elegge uomo telepiù. Buona partita e pareggio giusto, perché noi abbiamo avuto più occasioni ma loro hanno giocato meglio.
Un saluto dal vostro cronista.


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Last update: 10/10/2004; 10.24.50.