Due Madonne vs Lasagne 0607
Un pomeriggio in cui non succede niente di strano è piuttosto anomalo negli amatori, ma ogni tanto capita. Nel pomeriggio in cui si formerà un nuovo governo di pensionati non è strano che una delle difese più vecchie del campionato faccia un figurone. Oggi sono felice perché ho scoperto che ci sono squadre messe peggio di noi. Dopo la nostra partita giocavano altre due squadre amatoriali e la difesa di una schierava un paio di umarells che al confronto io e Miceli siamo due poppanti. In particolare si notava chiaramente che il tre aveva lasciato la zanetta (*) ed il pane per i piccioni negli spogliatoi. Mi sono fermato un po' a guardare per vedere se assistevo all'infarto per consigliare ai compagni di perseguitare il criminale che gli ha firmato il certificato medico, poi ho pensato a me fra qualche anno e me ne sono andato.
Comunque non è proprio che sia stato un pomeriggio privo di eventi perché si è giocato al mitico Scandellara (che oggi non si chiama più così ma tanto ci capiamo). Mitico veramente perché a Bologna, per dire che un campo è schifoso, anni fa si diceva "peggio dello Scandellara". Una volta lo chiamavamo anche "il Sabbione" perché nel tentativo di smorzare la tendenza paludosica del terreno lo si ricopriva con quantità di sabbia bastevoli a costruire un quartiere abusivo in Calabria. Probabilmente oggi la sabbia costa di più perché il campo, sia pure mantenendo una refrattarietà totale al colore verde, è un normale sterrato che se solo avesse un custode con un cazzo di rullo (si può dire rullo?) sarebbe anche tollerabile. Invece è bucoso e bitorzoluto come la pelle di Noriega ed il pallone rimbalza a casaccio rendendo le partite allegre e incomprensibili mischie. Per non farci mancare nulla abbiamo gonfiato i palloni come Zeppelin e per una volta non possiamo nemmeno giocare con il pallone degli avversari che per spregio non l'hanno nemmeno portato.
Bisognerebbe vincere per bagnare le mie scarpe nuove. Fortunatamente sono riuscito a trovare un paio di scarpe nere, le uniche che c'erano nel negozio di articoli sportivi, dove il delirio cromatico mi ricorda sempre di più la mia età. Come Harry Ford che poteva fare le macchine del colore desiderato, purché nero, non approvo di giocare con scarpe di un altro colore. Beppe Savoldi non avrebbe mai messo scarpe rosse, cavolo.
I nostri avversari, il Lasagne, sarebbero squadra abbordabile, hanno pochi punti più di noi. Però partiamo con l'handicap perché Erlis è impegnato ad avvitare tubi al lavoro e ci fa sapere alle 12.50 che non verrà. Dal momento che si gioca alle 14 c'è un mare di tempo per organizzarsi e trovare un altro portiere. Micco è a Benevento quindi manca il sostituto naturale, stiamo quasi per fare alla pagliuzza più corta quando Gino Bove si offre volontario. Si gioca allora con Gino in porta; Luca Miceli, Morelli, Andrea Bonaccorso, Piero "Cauozza" Vittoria in difesa; Claudio Serra, Francesco Faggioli, Giacomo Marchi e Mario sottile a centrocampo; in attacco i giovani Antonio Campana e Dario Nicolini. Arbitra un sosia di Gasparri.
Il Lasagne parte all'attacco, cercando di capitalizzare la maggiore velocità. Non sono però granché pericolosi e il primo tempo si sviluppa come previsto. Pallonazzi rimbalzanti (male) incontrollabili e ping pong inguardabili a metà campo. Purtroppo i loro difensori stroncano la nostra azione immediatamente quindi non facciamo in tempo a venire su più di tanto. Corriamo un paio di rischi con uscite avventate di Gino, poi l'occasione migliore per loro è un corner tirato direttamente in porta, ma Gino mette in angolo con sicurezza.
Ci sono anche parecchi tiri da fuori ma con quel pallone e quel campo tirare bene è molto difficile. Per esempio quando a me capita di rinviare spesso non faccio più di tre metri e mi faccio pure male ai piedi. Costruire è impossibile, chi ci prova di più è Claudio che si sgola a chiamare la palla per impostare, per lo più inutilmente. Solo alla fine del tempo una combinazione Faggioli Serra porta Claudio al cross. Sul secondo palo arriva Marchi che spreca la facile occasione. Fine di uno dei più brutti primi tempi dell'anno (ma non abbiamo corso rischi).
Secondo tempo. Miceli mi fa sapere che questa notte ha fatto le quattro, ma lo lascio dire perché comunque l'uomo non gli va via e ci difendiamo facilmente. Piero cerca di andare all'attacco ma nel mio ruolo da vecchia suocera lo richiamo sempre indietro. Adesso attacchiamo noi perché loro sono calati e non riescono più a fermare la nostra azione nei primi 15 secondi. Se prendiamo il campo la velocità di Dario e Antonio e il palleggio di Claudio e Mario ci permettono di essere pericolosi. Non è bello per una difesa avere contro Dario, perché è talmente veloce che è sempre a due secondi dalla palla. Succede infatti che anche loro sbagliano un disimpegno, ingannati da palla e bitorzoli, Dario ruba il pallone e si lancia solo in area. Fallo evidente e rigore. Miceli trasforma 1-0.
La reazione del Lasagne c'è ma la conteniamo, anche se subiamo un paio di mischie abbastanza pericolose (ma qualcuno arriva sempre a rinviare). Il Lasagne reclama un rigore su un mio fallo di mano. La mano c'era ma dell'involontarietà sono certo (manco l'avevo visto tirare). Intanto cominciamo i cambi. Entra Isidoro Priola per Antonio (alla fine entreranno anche Andrea Maurizzi e Fabrizio Benini). Il loro capitano si fa espellere prendendo una ammonizione stupida (lancia il pallone su Mario a terra) e nel tentativo di recuperare il Lasagne si disunisce completamente. Cominciano a giocare a quattro punte però adesso abbiamo tutto il campo per contropiedi sempre più pericolosi. Prima della fine Claudio lancia Piero che la mette in mezzo dove un solissimo Marchi ha il tempo di stopparla e di bucare il portiere 2-0. Isidoro si presenta due volte solo davanti al portiere e si mangia due gol oceanici. Dario va a rubare palla al portiere (che tentava di salvarla dal fallo laterale) e segna facilmente a porta vuota. 3-0. Alla fine Isidoro viene lanciato sul filo del fuorigioco, resiste ad una carica, salta il portiere e quando sta per segnare a porta vuota Gasparri fischia la fine, rischiando così la vita. Fortunatamente Isi la prende bene e non lo strozza.
Vittoria larga del Due Madonne contro un Lasagne stranamente arrendevole (forse mancava qualcuno). Ottimo perché non abbiamo corso rischi nonostante il portiere improvvisato. Uomo telepiù Dario che ha segnato e procurato il rigore. La prossima settimana sarò in montagna a far divertire i pupi quindi niente cronaca. Un saluto dal vostro Cronista.
(*) la zanetta è il bastone dell'umarell.
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2007
Massimo Morelli.
Last update:
25/03/2007; 12.48.07. |
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