Due Madonne vs Villafontana 0607
E' abbastanza incredibile che il 24 marzo io stia già commentando la penultima di campionato. D'altra parte se continuate a respirare e buttare fuori tutta quell'anidride carbonica il mondo diventerà sempre più caldo, gli inverni sempre più miti, finché avremo in pianura padana il clima di Acapulco. Che detta così non sembra neppure così male, se uno non pensa ai poveretti di Acapulco.
Le partite delle settimane scorse hanno lasciato qualche strascico disciplinare. Gael Tanca è squalificato (un turno) mentre il campionato di Andrea Bonaccorso (avversario preso per il collo) e il pres. Rizzoli (arbitro simpaticamente invitato a sfracellarsi contro un platano) è prematuramente terminato. Completano la lista degli assenti Claudio Serra (nelle ultime partite spesso determinante) in Egitto per vacanze che simpaticamente gli auguro essere infestate da cavallette, tempeste di sabbia, incomprensibili piogge e ciclopici ritardi aeroportuali.
Stiamo giocando partite decisive se vogliamo arrivare a quella salvezza che sembrava incredibile dopo aver cominciato con cinque sconfitte consecutive (in un campionato a dieci squadre). Purtroppo ce la dovremo giocare non con concorrenti dirette ma con squadre di alta classifica, come oggi il Villafontana che è secondo. Non sono del tutto pessimista perché ricordo dall'andata che il Villafontana basa il suo gioco sulla corsa e costringerli sul nostro campo piccolo ne limita fortemente le possibilità. Si gioca alle 17.30 sul natìo Cristina Bonzi di fronte al solito sparuto pubblico, comprendente Bonaccorso, il pres. Rizzoli, e Nicolini padre che quest'anno merita il titolo di tifoso dell'anno, essendo il più presente e l'unico che me lo ha chiesto.
Si gioca con on Erlis Lleshi in porta; Luca Miceli, Morelli, Nicola Reda, Piero "Cauozza" Vittoria in difesa; Francesco Faggioli, Antonio Campana, Luca Colombaretti e Mario Sottile a centrocampo; in attacco Isidoro Priola e Dario Nicolini. Il centrocampo è abbastanza rivoluzionato ma ci sono buoni incontristi e l'assenza del talentuoso Serra carica sulle spalle di Mario la responsabilità di fare gioco. Arbitra una specie di Lino Banfi (solo molto più brutto). In panchina oltre al mister Alvisi, Maria e Querzola (oggi guardalinee). Mimmo è dato per disperso, voci lo dicono succube schiavo della famiglia. Si comincia e vedo subito che non abbiamo grandi difficoltà a contenerli. Giochiamo prudenti e sono molto soddisfatto della difesa: Reda, Miceli e Vittoria si scambiano gli uomini con precisione e a me non rimane quasi nulla da fare se non saltare di testa quando crossano in area. Meglio, perché all'andata, su campo grande, questi mi avevano già sfinito dopo venti minuti, tanto che ho perso la testa e mi sono fatto espellere.
Mario prende sulle sue spalle il gioco di centrocampo, ma non è facile per niente perché loro pressano molto (è l'unico modo in cui possono sfruttare la superiorità fisica). Mario riesce comunque a prendere qualche insulto ingiustificato (da Antonio), perché tiene troppo la palla, mentre invece sta facendo proprio quello che va fatto. Colombaretti copre con precisione, Faggioli si batte, Antonio prova qualche spunto in dribbling. In attacco Isidoro lotta moltissimo ma loro sono troppo veloci a rientrare e lo raddoppiano sempre, Dario è picchiato sistematicamente dal tre (che è un po' cattivello) e prende qualche punizione ma non riesce a pungere. A Dario manca un po' di esperienza nell'accentuare il trattamento che subisce, e a Banfi un po' di intelligenza nell'accorgersene, quindi non succede nulla.
Dopo una prima fase in cui lasciamo a loro l'iniziativa cominciamo ad attaccare, ma per i motivi di cui sopra non siamo molto pericolosi. Verso la fine del tempo abbiamo due discrete occasioni. Prima Mario tenta un tiro da lontano non irresistibile ma che sorprende il portiere stampandosi sul palo, poi Antonio va via a due avversari ma sconta il fatto di essere tutto mancino perché invece di tirare un diagonale di destro cerca il tiro di punta a sorpresa di sinistro. Effettivamente il portiere sta fermo ma la palla finisce fuori. Dalla nostra parte qualche tiro da lontano a lato e un po' di paura su punizioni e calci d'angolo perché loro vengono su tutti e intasano l'area cercando la mischia. Fortunatamente non succede proprio niente e il tempo finisce.
Purtroppo nell'intervallo Miceli si fa sostituire perché deve andare alla festa disco anni 70 che organizza ogni anno a primavera. Lui sarà alla consolle a mixare vecchi, patetici vinili di disco-music, a imbottirsi di alcol (e spero nient'altro) mentre un pubblico di barbogi quarantenni cercherà di mescolarsi alle ipotetiche sbarbe attirate con qualche stratagemma (sempre che ci vadano, cosa sulla quale nutro qualche dubbio). Comunque, Mic non può essere stanco per questa importantissima festa, o forse teme il coccolone, perciò si fa sostituire da Giacomo Marchi. Reda si sposta centrale e Giacomo va sulla sinistra a prendere il posto di Nicola. Purtroppo le mie preoccupazioni sono fondate perché tempo dieci minuti e prendiamo gol. Il meccanismo di scambio di uomini fra Reda, Marchi e Vittoria si inceppa, e il centravanti esce da un contrasto con palla bella comoda e mi punta con spazio a destra e sinistra: l'incubo di ogni libero. Nell'unica occasione in cui devo fare qualcosa di difficile fallisco, perché non ce la faccio ad anticiparlo e riesco solo a fargli allungare molto la palla (non penso di stenderlo perché sarei stato sicuramente espulso). Quando mi giro e vedo Erlis che non ha capito e non è ancora uscito capisco che sarà gol, come infatti è. 0-1.
Non ci stiamo perché non meritiamo lo svantaggio. Mario macina gioco, io alzo la squadra e allento le redini a Vittoria richiamandolo indietro ogni 10 secondi anziché continuativamente. Attacchiamo decisamente e dopo poco prendiamo un altro palo, credo con Antonio. Isidoro reclama un rigore (non c'era), Dario viene steso in area (questo sì). Altre sostituzioni, escono Dario e Colombaretti ed entrano Bove e Benini. Battiamo male una serie di corner e finalmente ci restituiscono la cortesia con un errore difensivo che fa filtrare un pallone su Isidoro che finalmente azzecca il diagonale. 1-1 e apoteosi del Toro di Misilmeri che si carica. Faggioli incita il pubblico che però (essendo composto da quattro o cinque persone) non riesce più di tanto a sostenerci con il suo calore. Però continuiamo ad attaccare noi. Bove sembra quello dei bei tempi. Salta l'uomo, entra in area e tira a colpo sicuro ma il portiere para di faccia. Ululati di Rizoli in tribuna. Adesso spingiamo molto a destra perché Benini e Faggioli sono freschi e battono tutta la fascia. Devo spendere due parole per Benini come il più migliorato dei giovani, all'inizio più che un giocatore sembrava un pattinatore (che in effetti è). Ora lotta, corre e gioca.
Faggioli fa un passaggio filtrante perfetto ma Bove si mangia il gol. Sembriamo sempre sul punto di segnare ma non arriva la zampata decisiva. Da questa parte rischiamo perché Marchi e Vittoria salgono e non riesco più a richiamarli, ma ci salviamo sempre senza affanno. Finalmente, in una mischia, un intervento scoordinato di un difensore stende uno dei nostri (credo Benini). Finalmente Lino Banfi ne fa una giusta e fischia rigore. Una voce stentorea si alza dal campo: "LO TIRO IO, LO TIRO IO!" fa Isidoro gridando come un invasato. "SONO SICURO DI FARLO, LO TIRO IO!". Il rigorista designato Miceli, è alla sua maledetta festa (che possano tutti prendere la caghetta da gin avariato) quindi nessuno ha il coraggio di mettersi fra il Toro e la palla.
E' un pallone importantissimo, segnare potrebbe voler dire salvezza. Isidoro batte e il portiere fa una gran parata, ma ribatte il pallone corto. Il Toro carica, arriva per primo ma da tre metri, con il portiere steso a terra, tira ad occhi chiusi una cannonata terribile nelle palle del poveretto che non potrà mai più avere figli ma ha ora un futuro nei cori a voci bianche. La palla finisce fuori e si perdono svariati minuti a soccorrere l'evirato.
Si sentono ululati disperati in tribuna, Isidoro è fortunato che Rizzoli non ha un bazooka e giochiamo gli ultimi minuti in una sarabanda. Entrambe le squadre cercano di vincere. Abbiamo un altra occasione con Gino (se non sbaglio) che se la fuma, mentre loro ci sorprendono in contropiede con l'inserimento di un centrocampista che nessuno segue e che si presenta davanti a Erlis. Erlis para e la palla carambola su un braccio di Benini, ma Lino che è rimasto a due miglia dall'azione non vede o giudica involontario, scatenando l'ira del loro allenatore. Il recupero passa e pur attaccando in massa non riusciamo a segnare. Finisce 1-1.
Prestazione molto convincente del Due Madonne che non porta a casa la vittoria per l'imprecisione dei suoi attaccanti. Non possiamo dare la croce a Isidoro SE HA SBAGLIATO IL RIGORE DECISIVO PER LA SALVEZZA, in fin dei conti NON LO DOVEVA TIRARE LUI e lo ha fatto solo perché E' UN MALEDETTO EGOISTA. Comunque è suo il gol del pareggio ANCHE SE E' IL SUO PRIMO GOL QUEST'ANNO ALLA PENULTIMA DI CAMPIONATO. Uomo telepiù Mario che fa fatto la sua parte e anche quella di Claudio. Un saluto dal vostro cronista.
|
|
© Copyright
2007
Massimo Morelli.
Last update:
25/03/2007; 20.30.25. |
|
|